Gruppo: Astarium / Antiquus Scriptum
Titolo: Hymns To The Ancient Northland
Anno: 2016
Provenienza: Russia / Portogallo
Etichetta: NitroAtmosfericum Records
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Antiquus Scriptum

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TRACKLIST
  1. Astarium - Roar Of Upcoming War
  2. Astarium - Nebulous Sky III
  3. Astarium - Hunger Under The Full Moon
  4. Astarium - The Crying Orc [cover Burzum]
  5. Astarium - Moranas Lands
  6. Astarium - Frozen Victims Of Twilights
  7. Astarium - Birth Of The Flame
  8. Astarium - Hvis Lyset Tar Oss [cover Burzum]
  9. Antiquus Scriptum - Primordium / The Skeptic Beholder (Excertos I)
  10. Antiquus Scriptum - Noah (Excertos II)
  11. Antiquus Scriptum - Odi At Amo, Excrucior... (Excertos III)
  12. Antiquus Scriptum - Ode To Helskir (Medius # II)
  13. Antiquus Scriptum - Invisible Tears (Medius # III)
  14. Antiquus Scriptum - Solstício D'Inverno - Exitus
  15. Antiquus Scriptum - Zagallos, Jardim De Falácias (Antifona Moderata; Movimento II)
  16. Antiquus Scriptum - Atlântica (Adagio In Lacrime; Movimento III)
  17. Antiquus Scriptum - Tertúlia Das Bruxas Dançantes (Adagio Allegro; Movimento IV)
  18. Antiquus Scriptum - O Outono Medieval (Equinócio Profundo; Movimento V)
  19. Antiquus Scriptum - The Cold Lips Of Isabelle (Conclusio Lugubris)
  20. Antiquus Scriptum - I En Svart Kiste [cover Satyricon]
DURATA: 01:07:43
 

A cadenza ormai ciclica, Astarium ci fa visita su Aristocrazia Webzine, con le sue numerosissime uscite di ogni formato. In questa occasione SiN ha scelto un compagno di viaggio mediterraneo quale Antiquus Scriptum per condividere la scaletta di "Hymns To The Ancient Northland", seconda proposta di questo 2016.

Così come già avvenuto nel demo "Winter Growths (Part II)", Astarium utilizza registri sonori differenti per mettere in musica il Grande Nord, realizzando stavolta una sorta di compilation che pesca dai demo precedenti, senza mai lambire il black metal. Lo split tocca le sonorità dark ambient dal tono spaziale già sentite su "In The Nebulous Sky", vira verso sensazioni neoclassiche più ariose guidate dal clavicembalo, sino ad arrivare ai lidi fantasy di "The Crying Orc", cover di Burzum estesa fino ai due minuti e basata interamente sulle tastiere; uno scacciapensieri invece guida l'ambient di "Moranas Lands", mentre "Birth Of The Flame" è la più fiera del lotto. Count Grishnackh viene infine omaggiato nuovamente con la riproposizione sempre in chiave di sintetizzatori, ma con annesso uno scream rarefatto, di "Hvis Lyset Tar Oss": il pezzo si muove lentamente, cupo, quasi epico, con una drum machine sintetica.

La seconda parte dello split è appannaggio della creatura di Sacerdos Magus, dal Portogallo; le dodici tracce proposte sono estratte dall'album "Ars Longa, Vita Brevis..." e dalla maxi compilation "...Outrora, Quando As Águas Choravam...". Lo stile muta in maniera repentina, ora pianoforte e strumentazione folcloristica varia (flauti, cornamuse, violini, banjo) dominano la scena. Ci si allontana insomma dagli scenari minacciosi precedenti, ora viene celebrata una Natura differente, più pacata e accogliente, addirittura malinconica in "Invisible Tears (Medius # III)". I cori virili di "Ode To Helskir", insieme alle cornamuse, mantengono però un legame forte col Nord che questa opera vuole celebrare, mentre la pioggia di "Solstício D'Inverno - Exitus" è solo il preambolo a una seconda parte vivace, con banjo e tin whistle a guidare le danze; la sorpresa maggiore è tuttavia rappresentata dalle movenze tribali delle percussioni di "Tertúlia Das Bruxas Dançantes (Adagio Allegro; Movimento IV)". Anche il Portoghese chiude la propria parte onorando la storia del black metal, attraverso "I En Svart Kiste" dei Satyricon.

Alla resa dei conti, "Hymns To The Ancient Northland" si rivela uno split dalle due facce: da un lato quella più estrema concettualmente, musicalmente e geograficamente di Astarium; dall'altro quella atlantica, elegante e briosa di Antiquus Scriptum. Sinceramente non sono sicuro che il binomio artistico si sposi così bene, né del fatto che la musica di Sacerdos Magus celebri adeguatamente le Antiche Terre del Nord, d'altra parte questa opera è dotata di diversi brani apprezzabili anche da chi come il sottoscritto non mastica solitamente sonorità lontane dal metal, perciò non evitatela a priori.