Gruppo: Cult Of Erinyes / Zifir
Titolo:  Split
Anno: 2012
Provenienza:   Belgio / Turchia
Etichetta: Tanquam Aegri Somnia
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TRACKLIST
  1. Cult Of Erinyes - Teutoburger Wald
  2. Cult Of Erinyes - The Eschatologist
  3. Cult Of Erinyes - Hermitry
  4. Zifir - Kafir / Heathen
  5. Zifir - War
  6. Zifir - Sole Wrong
  7. Zifir - Shroud
DURATA: 30:29
 

Giovani band che continuano a crescere: i belgi Cult Of Erinyes sono uno degli esempi migliori da poter prendere in considerazione. Il trio di Bruxelles, dopo aver raccolto pareri notevolmente positivi con le uscite "Golgotha" e "A Place To Call My Unknown", mette a segno altri due colpi importanti per la propria maturazione: il primo è la creazione della propria etichetta discografica, la Tanquam Aegri Somnia, e il secondo è il rilascio tramite quest'ultima dello split con gli Zifir, band alla quale in passato il nostro M1 ha dedicato attenzione recensendo "Protest Against Humanity", iniziando così a renderla attiva sul fronte delle produzioni. Sono stati messi a disposizione sette pezzi per poco più di trenta minuti di musica.

I Cult Of Erinyes si presentano in una versione meno elaborata e complessa rispetto a ciò che hanno mostrato di saper fare nel debutto. La musica acquisisce una maggiore cattiveria a livello viscerale, approcciandosi in maniera più acida e diretta nelle due canzoni dall'atmosfera ortodossa poste in apertura ("Teutoburger Wald" e "The Eschatologist"). Il gusto rituale di "Hermitry" invece, pur non mettendo in secondo piano l'aura malefica, favorisce una manifestazione sonora occulta e opprimente, nella quale lo scream maligno e provocatorio di Mastema s'infila come un coltello caldo nel burro. Alla prestazione dei belgi partecipano gli ospiti Sylvain Baron e Christophe Corneille (Algol), che hanno in comune con questi tre musicisti il coinvolgimento attivo e passato negli Psalm; i due si fanno vivi rispettivamente in chiave di solista nel secondo pezzo e in qualità d'autore e chitarrista del terzo episodio. Il primo round si è quindi concluso ed è così arrivato il momento per gli Zifir di dire la propria.

I turchi hanno due dischi all'attivo ("You Must Come With Us" del 2007 e "Protest Against Humanity" del 2011) e sin da subito l'orecchio si troverà ad affrontare un cambio di sonorità evidente: le ritmiche tendono a dilatarsi e c'è un'impronta generale diversa, anche per quanto concerne l'aspetto umorale e ambientale. Il duo formato da Onur Önok e Nursuz è più canonico, crudo e ancorato a uno stile old school che non lascia nulla all'immaginazione. Le tracce si susseguono professando senza mezzi termini la fede del sempre e comunque in mid-tempo, formando un'unica cappa nera che trasmette negatività; l'esecuzione è fredda, quasi meccanica nel suo incedere costantemente controllato

Due realtà che si nutrono del male, utilizzando canali differenti e anche la produzione rispecchia tale fattore: quella dei Cult Of Erinyes è più sostanziosa e sferzante al cospetto della scelta cruda messa in atto dagli Zifir, quindi è un'accoppiata assortita in modo da non rendere omogeneo il trascorrere della mezz'ora. Si avrà un dovuto stacco emotivo nella fase di passaggio e si potranno notare a più riprese le caratteristiche che contraddistinguono l'una e l'altra band.

In linea di massima questo split è consigliabile soprattutto a coloro che hanno già avuto modo di approfondire il passato delle formazioni in questione e sono in attesa di gustarne i nuovi lavori in formato full; potrebbe però anche rivelarsi un invitante biglietto da visita per chi ancora, per un verso o per l'altro, non abbia avuto modo di incrociarle. In entrambi i casi di sicuro avere questo disco nello stereo non potrà dispiacervi.