Gruppo: Macaria
Titolo: A Strings' Dramedy
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Revalve Records
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TRACKLIST
  1. Sudden Break
  2. The Puppets Theater
  3. Outside
  4. Shaped Water
  5. The Hidden Filth
  6. Tar Nectar
  7. Carnival Of Pigs
  8. Midday Strangers
  9. A Strings' Dramedy
  10. The Knot Of Wills
DURATA: 44:40
 

Lo scorso 2016 è stato indubbiamente un anno ricco di proposte interessanti dal punto di vista musicale e di certo il primo lavoro della band nostrana dei Macaria, intitolato "A Strings' Dramedy", rientra a pienissimo titolo tra quelli da recuperare nel caso fosse rimasto inascoltato. Un concept album la cui trama critica aspramente la società moderna, dipinta in maniera metaforica all'interno dei vari brani, e i cui arrangiamenti costituiscono un altro punto a favore per la formazione.

La storia raccontata all'interno dei tre quarti d'ora del disco non suonerà certo nuova ai più, visto che riprende tematiche vecchie almeno mezzo secolo (musicalmente parlando), eppure la narrazione avviene con un approccio abbastanza accattivante da non apparire scontata; divisa in tre atti, la breve novella è leggibile in inglese sia sulle pagine del libretto che accompagna il disco che sul sito della band (anche in italiano). Affascinante è il contenuto e affascinante è decisamente anche la forma in cui i Macaria lo propongono: lo stile di base è un Death Metal dal carattere sinfonico, che i Nostri rielaborano sapientemente in una versione dai tratti avantgarde che sa essere estremamente di impatto; per intenderci, idealmente si potrebbe inquadrare come una sorta di via di mezzo tra i Fleshgod Apocalypse e gli ormai da noi amatissimi francesi öOoOoOoOoOo.

Grazie anche alle abbondanti influenze provenienti dalla musica classica (sono abbastanza sicuro che "Für Elise" sia stata ripresa all'interno e alla fine del primo ritornello di "Shaped Waters"), gli arrangiamenti orchestrali sono molto efficaci e — per essere un disco di debutto — suonano anche piuttosto imponenti, senza però andare a minare la centralità dei ruoli ricoperti da basso e chitarre nel genere. La batteria, dal punto di vista compositivo, è molto variegata e fa decisamente bene il proprio dovere, addolcendo adeguatamente sia i passaggi più infuriati che quelli in upbeat e viceversa, mentre il lavoro vocale, dal canto suo, è altrettanto valido, sfruttando un growl massiccio e compatto quanto soluzioni corali a più voci dai toni quasi epici.

In definitiva, il debutto dei Macaria è stato davvero esplosivo: "A Strings' Dramedy" è decisamente un primo passo mosso nella giusta direzione. Nella speranza di poter presenziare a un loro spettacolo dal vivo quanto prima, l'augurio è di continuare così. Fino ad allora: «goo-iing claaa-ssiiiiic, claaa-ssiiiiic, claaa-ssiiiiic, classic!».