Gruppo: Elio E Le Storie Tese
Titolo:  L'Album Biango
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Hukapan Dischi
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST
  1. Televisione Russa
  2. Dannati Forever
  3. La Canzone Mononota
  4. Il Ritmo Della Sala Prove
  5. Lettere Dal WWW
  6. Enlarge (Your Penis)
  7. Lampo
  8. Luigi Il Pugilista
  9. Una Sera Con Gli Amici
  10. Amore Amorissimo
  11. Il Tutor Di Nerone
  12. Reggia (Base Per Altezza)
  13. Come Gli Area
  14. A Piazza San Giovanni
  15. Il Complesso Del Primo Maggio
DURATA: 01:05:09
 

Ogni nuova uscita degli Elio E Le Storie Tese porta con sé una dose di attesa, di impazienza, di speranze e successivamente di critiche, lodi, controcritiche, controlodi come nessuna altra band del panorama musicale italiano. In tre decenni di carriera (e oltre due di produzioni) si sono trasformati da gruppo di culto preservato attentamente da una schiera di sostenitori irriducibili (sarebbe il caso di parlare di "fave", come vengono nominati i membri del loro fan club) a un fenomeno musicale di massima visibilità grazie alle sempre più frequenti apparizioni (da molti anni a questa parte, va detto) degli stessi su ogni sorta di media, riuscendo tuttavia a non allontanare le frange più intransigenti. La ricetta è stata semplice, proseguire nel proprio percorso cercando di scendere il meno possibile a compromessi e mantenendo sempre ai massimi livelli la qualità musicale e intellettuale della propria proposta.

Il 2013 li vede tornare sulle scene con la nona prova in studio, "L'Album Biango", titolo dagli evidenti riferimenti "beatlesiani", già ampiamente svelato durante le tappe del tour, Sanremo e concertone del primo maggio. Aspetto che peraltro incarna uno dei due problemi fondamentali di questo disco. Partiamo appunto dal primo: la mancanza di sorpresa, fondamentale in ogni nuovo disco degli EelST. Le hit ci sono eccome, ma i pezzi da novanta erano già diventati tutti di dominio pubblico: "Dannati Forever" è una parodia icastica del concetto di peccato e peccatore; "La Canzone Mononota" va ad inserirsi nel novero delle migliori composizioni mai sfornate dal gruppo, un delirante esercizio di stile che avrebbe fatto gridare al miracolo a un primo ascolto, non fosse stata già tanto celebrata sul palco dell'Ariston;, infine la conclusiva "Il Complesso Del Primo Maggio" annienta l'ascoltatore col suo ghigno beffardo e ironico e, assieme alla sua introduzione cantata da Eugenio Finardi "A Piazza San Giovanni", prende colossalmente per i fondelli usi e costumi del concertone.

Non mancano altri pezzi meritevoli, su "Enlarge (Your Penis)" non riesco a spendere parole, mentre segnalo su tutte "Lampo", che con le sue ritmiche rock dileggia la mania moderna di intasare i social network di foto, e "Come Gli Area", celebrazione in pieno stile "eliano" della band capitanata da Demetrio Stratos. Per il resto il disco si snoda attraverso un pacchetto di brani assolutamente di buon livello, che tuttavia per l'ascoltatore incallito, abituato agli standard sovrumani della band, non riescono a essere del tutto convincenti seppure assolutamente divertenti, godibili, con picchi di non-sense davvero pregevoli.

Arriviamo così al secondo problema. L'insostenibile pesantezza di essere uscito dopo quel capolavoro che porta il titolo di "Studentessi", album incredibile, il cui lotto innumerevole di canzoni da classifica riportava prepotentemente gli Elii ai fasti dei primi anni Novanta, dopo qualche uscita non scintillante, se paragonata con il livello irraggiungibile del primo trittico di album. Il fardello è decisamente pesante, e a larghi tratti schiaccia il malcapitato neonato che da parte sua non ha in realtà particolari colpe. Semplicemente ci si trova davanti a un ottimo disco degli EelST, ovvero un album che per il resto dell'umanità è pura fantascienza, ma questo al giorno d'oggi può non bastare.
.