Gruppo: Serpent Ascending
Titolo: Aṇaṅku
Anno: 2016
Provenienza: Finlandia
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST
  1. Entrance
  2. Rivers Of Lava
  3. Northern Delirium
  4. Karelides
  5. Aṇaṅku I
  6. Aṇaṅku II
  7. Mound Of Ing
  8. Male Atavism
DURATA: 30:14
 

Jarno Nurmi si rifà vivo su Aristocrazia. L'artista finlandese non è rimasto con le mani in mano: è sempre stato uno di quelli operosi e sia con i Nowen che con i Desecresy continua a inoltrarsi all'interno di un mondo death metal che lo vede attivo e produttivo da oltre una decade. Ci si aspettava anche il rientro in scena del suo progetto solista Serpent Ascending, avvenuto sul finire del 2016 con l'uscita di "Aṇaṅku".

Fruire dell'album non è stato semplice, a causa dell'immancabile disservizio delle poste italiane, capaci spesso e volentieri di rendere impossibile la vita dei poveri appassionati e di regalare pacchi perduti, raccomandate introvabili e risposte del servizio clienti di una comicità degna del miglior Bombolo. Bypassato questo inconveniente, l'incontro musicale è stato soddisfacente e difforme, in parte, da ciò che le mie orecchie si attendevano di udire.

Pur non essendoci dubbi sul fatto che la creatura in questione sia devota al panorama death metal, pare che le radici del suono che la sostengono, di matrice più scandinava, abbiano spostato la propria attenzione verso movenze meno contratte e criptiche, favorendo l'esplosione di melodie arpeggiate, dissonanze, riff ipnotici e un uso della voce non ancorato soltanto al growl, ma anche in versione pulita, bassa nella tonalità e dal tratto litanico. Un approccio che predilige una sorta di avanguardismo elementare e una visione atmosferica meno densa, più efficace della consolidata prestanza offerta dalle soluzioni di stampo primordiale e cariche di groove.

La durata contenuta del disco, che oltrepassa di pochi secondi la mezz'ora, aiuta nell'affrontarlo integralmente: alternando a quelle divagazioni in campo melodico e ambientale frangenti più diretti e spigolosi, le composizioni si mantengono vive e piacevoli, peccando per lo più di un'impostazione ritmica di tanto in tanto un po' troppo inquadrata.

In definitiva, "Aṇaṅku" è un buon lavoro — passato sotto le mani di Tommi Grönqvist (Desecresy ed ex Slugathor) in fase di produzione e per quelle di Patrick W. Engel (Hatespawn ed ex Impending Doom) per ciò che concerne il master — e rappresenta ciò che è l'odierno Nurmi. I suoi Serpent Ascending sono in evoluzione, spinti da una volontà alla quale non mancano le idee e che mi auguro vivamente non faccia trascorrere parecchio tempo per consegnarci un ulteriore atto discografico.