Gruppo: In The Woods...
Titolo: Heart Of The Ages
Anno: 1995
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Misanthropy Records
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TRACKLIST
  1. Yearning The Seeds Of A New Dimension
  2. Heart Of The Ages
  3. ...In The Woods
  4. Mourning The Death Of Aase
  5. Wotan's Return
  6. Pigeon
  7. The Divinity Of Wisdom
DURATA: 59:00
 

Sto continuando ad ascoltare "Heart Of The Ages", ma niente riesce a uscire dalle mie dita, la mia mente viene rapita continuamente dal suo tessuto musicale, dalla bellezza istintiva di questa perla. I momenti vagano dietro a cortine di tastiere e note di chitarre flebili, dietro richiami intimi e parchi, eppure energetici e coinvolgenti; come lo stare a osservare la legna che brucia nel falò, come respirare l'aria pungente di umidità in riva a un lago, come ascoltare il frinire e il cinguettare nel profondo del bosco.

Le aperture di voce pulita emozionano per la partecipazione con cui vengono interpretate, il lavoro avvolgente di tutto ciò che fuoriesce dal disco crea una combustione interiore difficile da spiegare e da motivare, così come diventa improbabile riuscire a contenere le emozioni dentro a un bicchiere colmo d'acqua. L'unica coppa ammissibile ora per questo scopo possono essere esclusivamente le mie mani.

Gli strumenti e le strutture dei brani hanno tutti il preciso intento di creare, di esistere, di riflettere, di portarci in territori inesplorati dal Black Metal attraverso lunghi sentieri progressivi, seducenti e lontano dal Caos; spingendoci a osservare fino in fondo immagini tremule e indefinite, immagini che ritraggono l'ambiguità dello stato solido, tangibile e allo stesso tempo irreale.

Ogni minuzia di questo disco è fuoriuscita con la precisione di chi si è lasciato alle spalle artifici e preconcetti, lo spirito ondivago e pellegrino di "Heart Of The Ages" ci permette quindi di addentrarci su più portali differenti e di rimanere estasiati per la freschezza e l'intensità con le quali viene sviscerato l'insieme, senza perché o ma.

Ringrazio gli In The Woods... per la loro natura semplice e articolata, per essere riusciti a parlare tramite le loro emozioni, per essere andati oltre i limiti e i confini di certa musica, riecheggiando nei corsi d'acqua montana, nel sole pallido all'estremità delle coste nordiche, nei canti liberi del vento aspro della Norvegia, nei sacri fuochi dei solstizi, nel ghiaccio e nella neve che si posa sul terreno e sulle foreste, che ricoprono i fiordi e rendono immacolato tutto alla vista, tracciando linee impalpabili ed eteree come certi momenti che le orecchie possono ancora cogliere.

Osservando un pensiero particolare in memoria di Oddvar Moi: non ho trovato parole adeguate per potermi esprimere in quanto narrato... posso solamente raccogliere tutto dicendo un unico grazie!