Gruppo: Radar Men From The Moon
Titolo: Subversive II - Splendor Of The Wicked
Anno: 2016
Provenienza: Olanda
Etichetta: Fuzz Club Records
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TRACKLIST
  1. You Filled The House With Merciless Sand
  2. Splendor Of The Wicked
  3. Masked Disobiedence
  4. Rapture
  5. Translucent Concrete
DURATA: 42:10
 

In ritardo, ma con estremo piacere, mi accingo a descrivere il secondo capitolo della trilogia intitolata "Subversive", realizzato dai Radar Men From The Moon. La band olandese si conferma ancora una volta intrigante e diversificata rispetto a quanto proposto nel recente passato.

Pur non disconoscendo la paternità psichedelico-spaziale del suono che ha dato vita alle prime uscite, uno spettro atmosferico e stilistico di stampo post-rock e punk e un altro noiise sono divenuti evidenti, insieme a un paio di elementi elettronico-industriali di scuola teutonica. Queste deformazioni sono parte di un tessuto compositivo spesso e avvolgente, che si era insidiato nell'evoluto capitolo antecedente "Subversive I", fiorendo letteralmente nel nuovo "Splendor Of The Wicked".

Ossessione e rarefazione, allucinazione inebriante e movenze da rave acido, minimalismo ipnotico e alterazione cyber punk, la formazione non sembra porre limiti alla propria voglia di esplorazione. Quello messo in atto è un arricchimento costante mosso dalla volontà di cambiare pelle in corsa, rimanendo però ancorati, seppur in parte, al marchio di fabbrica Radar Men From The Moon, cioè la capacità di navigare in più livelli dimensionali, prendendo l'ascoltatore per mano.

In questo specifico caso il viaggio ci permette di incrociare le alterazioni languide e oscure incluse in "You Filled The House With Merciless Sand", il morboso e accanito passo che contraddistingue "Splendor Of The Wicked" e "Masked Disobedience", il metafisico rapimento della meditativa "Rapture" e la dispersione techno-cosmica della dilagante "Translucent Concrete".

"Subversive II - Splendor Of The Wicked" è vicino al perfezionamento di una formula da orgasmo sonoro. La sensazione di trovarsi coinvolti in un palpitante scontro di idee che vede coinvolti nomi quali Amon Duul, Klaus Schulze, Sonic Youth e The Soft Moon, in compagnia di schegge provenienti dal movimento techno-tribal, è eccitante e riprova come la musica di questi ragazzi abbia comunque bisogno di essere analizzata con attenzione, godendo delle sfaccettature che in alcuni casi la rendono destabilizzante, asfissiante e che ben si coniugano con la natura di per sé perlustrativa e open-minded. Premere il tasto «play»? Citando qualcuno a caso: «I'll do it again and again and again!».