Gruppo: Left Sun
Titolo: Left Sun
Anno: 2016
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Ethereal Sound Works
Contatti:

Facebook

 
TRACKLIST
  1. Water Under Bridge
  2. Another Earth
  3. Blaze
  4. Skyrim
  5. Shifting Sideways
  6. Feel
  7. Return Interlude
  8. Time Reversal
  9. Concealed Needs
  10. Elysian Hope
DURATA: 52:38
 

Flávio Silva è noto nella scena musicale portoghese per la militanza negli ormai disciolti Oblique Rain, band progressive metal che diede vita a due album nella seconda metà della decade scorsa: "Isohyet" nel 2007 e "October Dawn" nel 2009. Abbiamo già incrociato il cantante-chitarrista in altre occasioni, ad esempio come ospite nella creatura di Bruno Almeida, i Soundscapism Inc.; adesso lo ritroviamo calato all'interno di una nuova formazione, i Left Sun, debuttanti sul finire del 2016 con la pubblicazione del disco eponimo.

Il gruppo è composto dal già citato Silva, da Rui Salvador (chitarra solista), Eduardo Oliveira (basso) e Artur Jorge (batteria). I dieci brani riprendono il percorso progressivo interrottosi con la dipartita degli Oblique Rain, attingendo anche da una selva artistica ben nutrita e all'interno della quale spiccano nomi del calibro di Steven Wilson, Anathema, Soundgarden, Tool, Pain Of Salvation, senza disdegnare alcune rare inclusioni di echi opethiani.

La prova rock-metal possiede ritmiche multiformi e inclini per atmosfera a esporre un quantitativo sostanzioso di malinconia: vi basterà ascoltare brani come "Water Under Bridge", "Another Earth", "Shifting Sideways" e "Feel" per rendervene ampiamente conto, pur se in scaletta non si registra la presenza di tracce definibili deboli. Insomma potrete apprezzarne le doti dalle battute iniziali sino a quelle conclusive.

Le chitarre sono intriganti nell'avvicendare calde elettrizzazioni a mutazioni acustiche più gelide. La batteria è vivace e capace di evoluzioni e involuzioni, passando da momenti vibranti e ricchi ad altri quasi minimali, ottimamente supportati da un basso esaltato nel mix e le cui singole note arrivano decise e distinte all'udito. Tali elementi vanno a comporre una base sulla quale la voce di Flàvio Silva diviene la ciliegina sulla torta, dilettandosi egregiamente, mostrando nei frangenti più cornelliani come sia in grado di aggiungere intensità e fervore all'ambientazione o aumentarne il tasso atmosferico avvalendosi di toni più intimi e riservati.

Per finire, gli inserti di corno francese in "Return Interlude" e di oboe in "Elysian Hope" impreziosiscono e rendono ancora più eleganti i due episodi. Quest'ultimo citato, nonché atto conclusivo del disco, mi ha affascinato tanto da portarmi alla mente addirittura la P.F.M. dei tempi di Franco Mussida.

"Left Sun" non è un lavoro perfetto, ma possiede decisamente più pregi che difetti ed è un disco da non ascoltare distrattamente. Lo potreste tenere in considerazione in qualità di ottima compagnia di sottofondo, tuttavia il meglio di sé lo offre nei momenti di immersione totale, quando può essere gustato con calma, magari con il dito pronto a pigiare il tasto «rewind», dato che un paio di pezzi potrebbero farvi venire voglia del bis, ben prima che si giunga al suo termine.