Gruppo: Pryapisme
Titolo: Diabolicus Felinae Pandemonium
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Apathia Records
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TRACKLIST
  1. Un Max De Croco
  2. La Boetie Stochastic Process
  3. 100% Babines, Pur Molossoïde
  4. A La Zheuleuleu
  5. Tau Ceti Central
  6. Tête De Museau Dans Le Boudoir [intermezzo]
  7. Myxomatosis Against Architektür Vol IV
  8. Carambolage Fillette Contre Individu Dragon Non-Décortiqué
  9. C++
  10. Totipotence D'Un Erg
DURATA: 56:47
 

Sono passati quattro anni dall'ultima volta che abbiamo parlato dei Pryapisme. Il loro nome è saltato fuori grazie alla partecipazione del batterista nel debutto del Bruco, ma in questo caso tratteremo la loro nuova fatica.

Sebbene sia sempre difficile capire cosa passi per la testa di questi Francesi, "Diabolicus Felinae Pandemonium" suona più ragionato di quel "Hyperblast Super Collider" che mi confuse così tanto da farmi colpire da solo. Chiariamoci: è pur sempre un album dei Pryapisme e, pertanto, il concetto di senso logico non è nemmeno da prendere in considerazione.

Questo disco suona meno... random: invece di riversare idee su idee in brani continuamente cangianti, i Nostri sembrano avere uno schema secondo il quale i pezzi si evolvono in maniera più controllata. Ancora una volta è necessario, però, ricordarci di chi stiamo parlando per contestualizzare quanto appena detto, poiché certi intrecci tra Jazz, Elettronica, Metal estremo e Chiptune probabilmente non sono considerabili parte di uno svolgimento lineare della musica.

Ora, prima di approfondire ulteriormente le tracce, vorrei darvi un'idea delle tematiche dell'album. Se il titolo sembra partorito dalla band del gatto di Lord Ahriman, il concept non sembra avere un'origine troppo diversa: si tratta dell'ultima, grandiosa cospirazione dei felini per ottenere il dominio del mondo, grazie alla nascita del gatto di Satana (rappresentato in copertina), colui che regnerà nell'intera galassia, sfruttando il potere di un pentagramma fatto di cibo per gatti; non so neanche come descrivere una trama così coinvolgente, ma c'è da dire che — grazie a indimenticabili successi quali l'indiscutibile supremazia nell'antico Egitto e l'invasione dei lol-cats nell'era del web — tutto ciò suona più credibile di quanto raccontato nei testi dei Dark Funeral. In ogni caso, il video di "Carambolage Fillette Contre Individu Dragon Non-Décortiqué" ci aiuta a immaginare come sarebbe tutto questo nella realtà.

Tornando ai brani, in precedenza ho nominato quattro generi molto diversi fra loro: credo di aver descritto una percentuale molto bassa di quanto accade in questa folle ora di musica strumentale. Prendiamo ad esempio l'Elettronica: si passa da una cassa ultra-distorta in stile Hard-Speedcore a qualche sferzata di basso in stile Dubstep, da pattern complessi ispirati alla Drum & Bass o alla Breakcore a passaggi in 4/4 in pieno stile EDM con tanto di basso in levare; il tutto senza dimenticare l'ampio uso di sintetizzatori ed effetti che costellano l'intero album.

Un discorso simile si può fare per l'ambito Metal: tra chitarre in tremolo, blast beat, parti cariche di groove o tendenti al Death, cambi di tempo continui, sperimentazioni di stampo Prog e tanto altro. Una vasta gamma di generi è tirata in ballo. A tutto questo va aggiunta una notevole influenza Jazz che, in svariate occasioni, fa la parte del leone, sia in frangenti quasi — e sottolineo quasi — rilassanti sia in altri più concitati e intricati in cui il nome di John Zorn non è del tutto fuori luogo.

Come se non ci fosse già abbastanza carne sul fuoco, i Pryapisme non si stancano mai di arricchire le proprie composizioni in ogni modo: talvolta è possibile sentire brevi inserimenti di ispirazione orientale o parti di musica classica e non mancano nemmeno Prog Rock e Fusion. Le sensazioni spaziano dal giocoso all'aggressivo, dal futuristico all'inquietante senza soluzione di continuità; il largo uso di suoni a 8-bit non può che condurre a riferimenti al mondo videoludico.

La strumentazione utilizzata comprende clarinetto, contrabbasso, sassofono, miagolii e una porta sbattuta; infine, qualche sparuto campionamento vocale compare qua e là. A tal proposito, mi toccherà denunciare il gruppo per plagio intellettuale, avendomi rubato l'idea dei gemiti femminili sfruttati in modo ritmico.

Scherzi a parte, "Diabolicus Felinae Pandemonium" conferma i Pryapisme come una realtà apparentemente senza regole. O meglio: con l'unica regola di suonare ciò che vuole e come vuole. Forse la cosa più sorprendente è proprio la naturalezza con cui la band gestisce questo caos, con un risultato incredibilmente semplice da apprezzare fin dal primo ascolto, ma con diversi dettagli da scoprire di volta in volta. Chapeau.