Gruppo: Norunda
Titolo: Irruption
Anno: 2017
Provenienza: Spagna / Portogallo
Etichetta: Suspiria Records
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TRACKLIST
  1. Asshole In Your Way
  2. Dynamite
  3. Face To Face
  4. Hit You
  5. Infoxication
  6. Pushing To The Limit
  7. Sultan Killer
  8. The Only Truth
  9. Violent Street
  10. Into My Game
DURATA: 50:22
 

Dietro al nome Norunda si celano tre musicisti, due portoghesi e uno spagnolo, i quali hanno recentemente dato vita al loro primo lavoro in studio dal titolo "Irruption". La band è di recentissima formazione e i nuclei originali dei brani che conosceremo a breve hanno visto la luce, guarda un po' com'è piccolo il mondo, proprio qui in Finlandia: mi era sembrato di leggere tra i ringraziamenti più di un nome finlandese e la biografia mi ha confermato l'avventura nordica del gruppo.

Ho inserito "Irruption" nel lettore e trascorso circa dieci minuti cercando di capire perché la voce del cantante e chitarrista — nonché fondatore — Rubén Cuerdo mi sembrasse così familiare. Mi ricordava qualcun altro e assolutamente non mi sovveniva chi, ma poi la rivelazione è arrivata durante l'ascolto della terza traccia, "Face To Face": Janne Joutsenniemi, cantante del gruppo thrash finlandese Stone. Di nuovo, il mondo è piccolissimo.

Di questo lavoro di debutto di matrice thrash-death metal si può dire che sia in generale ben riuscito, anche se purtroppo non mancano momenti un po' fiacchi, specie nella parte iniziale. Per esempio "Asshole In Your Way", la prima traccia, ha un assolo davvero ben suonato ma non c'è quell'energia trascinante, quel tiro che ti faccia venire voglia di rompere tutto quello che hai intorno; lo stesso difetto lo troviamo in "Hit You", sebbene il pezzo si riprenda alla grande dallo stacco centrale fino alla fine. Ribadisco e non rinnego l'associazione di voci Cuerdo-Juotsenniemi, però va detto che più che una somiglianza nell'esecuzione o nello stile si tratta di una semplice analogia nel timbro. A livello generale il cantante dei Norunda fa un buon lavoro un po' in tutti i brani, pur restando scarsamente incisivo nel quinto, "Infoxication".

A parte queste possibili migliorie da tenere in conto, il disco sale di livello man mano che si prosegue con l'ascolto. "Dynamite" possiede begli arpeggi, la scarica di energia che mi aspettavo e toni quasi hard rock nel ritornello; "The Only Truth" ha un ottimo tiro, alimentato in particolare dal trascinante groove di batteria che lo sostiene; con "Sultan Killer" abbiamo a che fare con arpeggi iniziali dal sapore orientaleggiante, fedeli al titolo. In "Violent Street", invece, l'umore generale è malinconico, specie per via dell'arpeggio dell'intro, di stampo classico e che mi ha fatto pensare in particolare a quello di "Disciple Of The Watch" dei Testament; il ritmo si mantiene lento e anche la voce resta su lidi poco aggressivi, il che valorizza moltissimo il tutto. Per chi è in cerca di varietà e strutture che non si ripetano segnalo l'ultima cartuccia, "Into My Game", tuttavia ritengo che la migliore di tutte sia "Pushing To The Limit", completa e ben eseguita sia dal punto di vista strumentale che vocale.

I Norunda sono giovani e le opportunità per crescere e perfezionarsi non mancano; "Irruption" è un bel tentativo iniziale complessivamente gradevole e dotato di diverse caratteristiche che gli fanno guadagnare parecchi punti, quindi non mi resta che incoraggiare il trio a spingersi sempre più in alto.