Gruppo: Taiga
Titolo: Sky
Anno: 2016
Provenienza: Russia
Etichetta: Symbol Of Domination Productions / United By Chaos
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TRACKLIST
  1. Intro
  2. Признавая Ничтожность
  3. Картины Забытой Боли
  4. Вверх
  5. На Коленях
  6. Небо Ещё Не Погибло
  7. Похоть
  8. Надежда
DURATA: 58:52
 

Tornano sulle nostre pagine i Taiga, il cui "Gaia" colpì positivamente il sottoscritto quasi due anni fa. "Sky" non si distanzia più di tanto da quanto fatto in precedenza, ma possiamo comunque notare qualche differenza.

Il duo russo continua a proporre un Depressive Black Metal che trova la propria forza principalmente nel buon gusto melodico delle sei corde, sempre in grado di generare sensazioni negative con riff semplici in cui chitarre elettriche e acustiche talvolta si intrecciano. Grazie anche a una produzione più che buona, i passaggi più massicci riescono pienamente a esprimere la disperazione con la quale una mente totalmente affranta si trascina, pur non vedendo nessun raggio di luce intorno a sé. Le fasi in cui la presa è allentata sembrano rappresentare i momenti in cui ogni forza viene a mancare, lasciando spazio al completo abbandono.

Il supporto della batteria elettronica — pur presentando i ben noti limiti di questo strumento — dona maggiore enfasi a entrambe le facce della medaglia, mostrandosi frequentemente aggressiva con la doppia cassa e più raramente con i blast beat o rallentando, senza mai rinunciare al nervosismo palpabile in tutto il disco. In generale, le ritmiche sono abbastanza variegate — specialmente per un disco Depressive Black — e sono un altro elemento positivo dell'album. Inoltre, possiamo notare un netto miglioramento delle parti di basso, che in più di un'occasione rendono l'ascolto più gradevole e contribuiscono a rafforzare le emozioni espresse dalla musica.

La voce continua a seguire gli standard del genere con uno scream isterico, coadiuvato qualche volta da uno spoken word introspettivo. O almeno così mi sembra a giudicare dal tono, dato che di russo capisco ben poco. Pur essendo adatto al contesto, alla lunga, la poca varietà dello stile vocale rischia di stancare, anche se ricordo che "Gaia" soffriva di questa problematica.

"Sky" vede infine la partecipazione alle tastiere di Aleksey "Satanath" Korolyov: in tutta onestà, il suo contributo diventa quasi fastidioso già al primo ascolto e mettere del Dark Ambient alla fine di ogni singola traccia per poi sparire per il resto del disco è una scelta che può essere efficace — e lo è — per due o tre brani. Non appena ci si accorge che questi inserimenti poco aggiungono alla musica, la voglia di ascoltarli inizia a calare considerevolmente. È un peccato, perchè alcuni passaggi suonano bene; sfruttati in questo modo, danno l'idea che non siano parte integrante dei pezzi: sembrano quasi appiccicati per allungare il brodo.

In fin dei conti, i Taiga hanno pubblicato il disco che ci si aspettava da loro, facendo qualche passo avanti, senza scadere nella banalità spesso tipica del loro genere. "Sky" conferma il duo come una realtà meritevole di essere seguita. Un'ultimissima nota di minore importanza: la copertina è molto bella e adatta all'album, grazie alle tonalità pregne di desolazione. Avrei speso però qualche minuto in più a cercare un carattere decente, che non facesse apparire il titolo come se fosse stato inserito da Paint.