Gruppo: L'Ira Del Baccano
Titolo: Paradox Hourglass
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Subsound Records
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TRACKLIST
  1. Paradox Hourglass Part 1 (L'Ira Del Baccano)
  2. Paradox Hourglass Part 2 (No Razor For Occam)
  3. Abilene (The Trip To)
  4. The Blind Phoenix Rises
DURATA: 39:01
 

Ridendo e scherzando, sono trascorsi tre anni da quando i ragazzi de L'Ira Del Baccano mi permisero di svolazzare mentalmente, grazie a quella bella opera intitolata "Terra 42". Non vi nego che ho provato un certo entusiasmo nell'inserire nel lettore il nuovo album "Paradox Hourglass", conscio del fatto che non ne sarei rimasto deluso. L'ascolto ha poi confermato quella che ritenevo essere un'affermazione quasi scontata.

Non ci sono formule e non c'è una strada da seguire. Il cosmo è sconfinato e la musica dei Nostri è decisa nel conquistarlo, espandendosi in maniera tentacolare e assumendo connotati liqueformi nella sontuosità che contraddistingue le soluzioni spaziali e psichedeliche di "Paradox Hourglass Part 1 (L'Ira Del Baccano)", capaci di sedurre l'udito e farlo scivolare su tappeti di vento astrale. "Paradox Hourglass Part 2 (No Razor For Occam)" invece è dirompente come una pioggia di meteoriti, in piena ricerca di velocità e di un punto in cui impattare, con un numero spietato ed elevato di varianti ritmiche che vanno a diversificare l'andazzo dell'esteso disegno, fornito di matrici psichedeliche e progressive rock, ottani metallici e sensazioni jazz.

Se la virtù risiedesse davvero nel mezzo, il raccordo sonico-interstellare di "Abilene (The Trip To)" ne sarebbe una stupenda raffigurazione, essendo in grado di mettere d'accordo sia gli amanti delle sonorità lussureggianti e allucinogene, sia quelli che apprezzano un approccio più muscolare e deflagrante. Infine il fascino e la maestosità del movimento circolare di "The Blind Phoenix Rises" vanno a siglare la conclusione di un'operazione di conquista che ha fatto sfoggio di una classe compositiva innegabile, di un gran numero di rodate e affilate armi (melodie, assoli e un'ottima rifinitura estensiva dei sintetizzatori) e del grandissimo apporto fornito dal basso dell'ultimo entrato in formazione, Ivan Contini Bacchisio, integratosi nel contesto veramente alla perfezione.

"Paradox Hourglass" è un discone anche sul fronte della curata e intrigante veste grafica di Fabio Listrani, gonfia di una simbologia che sarebbe da studiare attentamente, per soffermarsi sui possibili significati, tuttavia non ne usciremmo vivi... Come si dice, anche l'occhio vuole la sua parte e in questo caso viene decisamente accontentato.

Di frequente ho letto il nome Hawkwind affiancato a quello de L'Ira Del Baccano: trovo sia una scelta sensata, perché — e lo dico senza farmi troppi problemi — reputo non siano dei semplici fruitori della sapienza musicale disseminata decade dopo decade dai Britannici, piuttosto li vedo come loro possibili successori e figli naturali, per i quali le prove sin qui immesse in circolazione non fanno altro che rafforzare tale convinzione.

Gli Hawkwind di casa nostra insomma sono pronti a spiccare il volo e conquistare lo spazio che meritano anche al di fuori della Penisola. "Paradox Hourglass" finisce quindi in collezione e — nel caso in cui non l'aveste ancora — accaparratevi pure "Terra 42", per entrambi sarebbero soldi spesi benissimo.