Gruppo: Cryostasium / Abigorum
Titolo: Unholy Ghost Liturgy
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A. / Russia
Etichetta: Satanath Records / Abstruse Eerie Radiance
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TRACKLIST
  1. Monsoon Release
  2. Unholy Ghosts
  3. Liturgia
  4. Forgotten Lines
  5. Last Galaxy
  6. Negative Soul
  7. Frozen Perspectives
  8. Spruce And Cedarwood
  9. Systematic Apocalypse
  10. Monsoon Dreams
  11. Essential Death
  12. Santalum
  13. Realization Of Regress
  14. Reflexes Program
  15. The Quiet Room
  16. Infinite Colonization
  17. Mysore's Cocoon
  18. Bioengineering Collapse
  19. None [cover CME]
  20. Outro
DURATA: 01:09:21
 

"Unholy Ghost Liturgy" è una collaborazione internazionale tra l'americano Cody "Cryostasium" Maillet e il russo Aleksey "Satanath" Korolyov, per l'occasione con il suo progetto Abigorum. I due personaggi sono già noti al sottoscritto, ma finora non sono mai riusciti a soddisfarmi del tutto: riusciranno i nostri eroi a compiere questa fantomatica impresa? Vi spoilero subito la risposta: no. Non fino in fondo almeno, anche se il disco ha senza dubbio alcuni elementi positivi.

Le atmosfere sono sicuramente il fattore che rende interessante l'ascolto: malsane e dissonanti all'inverosimile, con sonorità che vanno senza timore a pescare dal mondo del rumorismo; un caos di follia estrema in cui chitarre, sintetizzatori e urla disumane trafiggono senza pietà i timpani dell'ascoltatore, con note solo vagamente comprensibili. Il basso, spesso roboante, e la batteria elettronica cercano in qualche modo di mantenere un minimo di sanità mentale, dando un ritmo facilmente seguibile al tutto, sfruttando blast beat, doppia cassa, rallentamenti e un po' tutto il repertorio del Metal estremo. A volte, il duo decide di fermarsi con le sperimentazioni, proponendo Black Metal puro e furioso, conservando comunque una discreta coerenza con il sound.

Devo ammettere che, inizialmente, ero rimasto piacevolmente sorpreso, perché tutto sembrava girare per il verso giusto. Purtroppo, "Unholy Ghost Liturgy" presenta un grave difetto che in lavori di questa natura pesa in maniera considerevole: la capacità di intrattenere è veramente scarsa; al contrario, è la noia a prendere il sopravvento dopo poche tracce. Settanta minuti sono tanti, specialmente quando dopo venti l'interesse inizia già a calare. I motivi per cui l'album non riesce a restare su livelli alti sono principalmente due, collegati fra di loro: prima di tutto, brani della durata media di due-tre minuti non danno modo alle atmosfere di instaurarsi al meglio, generando così l'impressione che essi siano solo accenni di ciò che avrebbero potuto diventare; d'altra parte, quando i due si spingono verso i (quasi) sette minuti di "Last Galaxy" vengono evidenziati i limiti compositivi e la mancanza di idee a sufficienza.

Il risultato è un disco in cui troppi pezzi non riescono a evolversi come si deve e altri non presentano particolari spunti di interesse. Salvando quelli migliori (ad esempio "Monsoon Release", "Frozen Perspectives" ed "Essential Death"), forse sarebbe uscito un buon EP di poco più di una ventina di minuti. Andare oltre l'ora mi sembra eccessivo, tant'è che buona parte del materiale si rivela superfluo e rende troppo tedioso l'ascolto.

"Unholy Ghost Liturgy" è un lavoro che avrebbe potuto puntare molto in alto, ma viene pesantemente penalizzato da scelte compositive che si scontrano con lo stile seguito. Faccio fatica a consigliare l'ascolto dell'intero album. Tuttavia, penso che se il duo decidesse di collaborare nuovamente e riuscisse a prendere la direzione giusta potrebbe uscirne un ottimo disco.

Un'ultima nota a margine sull'aspetto visivo: al di là dell'abominio in copertina che non voglio sapere da quale incubo sia uscito, non mi è chiara l'idea di scrivere tutto in nero su una grafica basata su un rosso talmente scuro da diventare in molte parti quasi... nero. Illeggibile, in sostanza. Va bene che chi ascolta musica estrema non ha paura di sfondarsi i timpani, ma almeno la vista lasciatecela rovinare con altre passioni.