Gruppo: Ancst
Titolo: Furnace
Anno: 2017
Provenienza: Germania
Etichetta: Vendetta Records
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TRACKLIST
  1. Away From Atrophy
  2. Urban Tomb
  3. Chronicles Of Emptiness
  4. Broken Oath
  5. In Stone
  6. Cadence
DURATA: 22:07
 

Il collettivo Ancst è attivo. Iperattivo, ma proprio da paura. Dopo aver marchiato la propria unicità con un subitaneo cambio di nome (togliendo il ricciolino dal precedente «Angst» nel 2012), il complesso artistico berlinese non si è fermato neanche un attimo tra concerti, EP strumentali e non, compilation, split e un album. La linea mantenuta è sempre quella dura e pura, dichiaratamente antisociale, antirazzismo, antisessismo, anti-tutto ciò che rende la nostra società marcia e invivibile. E come non sposare queste tematiche così soffertamente sentite (e sbraitate a piena gola) con la violenza sonora di un «blackened crust» che più annerito e più crostoso non si può? I Nostri hanno inaugurato il loro 2017 con l'EP "Furnace", facendo cadere la mela non affatto distante dal solido albero che coltivano ormai da un lustro.

L'EP spiega le sue ali corvine con un'introduzione parlata, che lascia presto il posto a "Urban Tomb", in cui le chitarre zanzarose, i loro giri ossessivi e la batteria spudoratamente cibernetica e sparatissima richiamano un black metal un filìn industriale già sentito, che tuttavia non genera nell'ascoltatore un sospiro stufo, anzi. Anche quando i Tedeschi alzano il piede dall'acceleratore e sfrizionano su angoli tetri più melodici, il risultato viene ben confezionato. Stesso dicasi per "Chronicles Of Emptiness", il brano più lungo tra i cinque proposti (se non contiamo l'intro): gli arrangiamenti riescono proprio bene, arricchiti da un tocco -core che piace e si fa strada. "Broken Oath" è un grido piceo che squarcia il disco a metà, dove emergono sonorità «blackened death metal». La sfuriata sfocia in bomba su "In Stone", graditissima per la sua cupa severità e per la disperazione delle linee vocali, stracciatonsille come poche. Il suo finale più introspettivo prepara all'atmosfera dell'ultimo pezzo, "Cadence", in cui si innestano tastiere, melodia, furore, grida e disperazione in un vortice che non lascia trasparire alcun raggio di luce.

Abbiamo tra le mani poco più di ventidue minuti senza grossi cali di intensità, che simboleggiano ancora quanta rabbia, quanta emotività, quanto fuoco gli Ancst abbiano da condividere. Una lezione da imparare, meglio ancora se impartita a suon di blast beat.