Gruppo: Decemberance
Titolo: Conceiving Hell
Anno: 2017
Provenienza: Grecia
Etichetta: Endless Winter
Contatti:

Facebook  Youtube  Bandcamp  Reverbnation

 
TRACKLIST
  1. The Scepter
  2. Departures
  3. The Blind Will Lead The Way
  4. Sailing...
DURATA: 01:13:20
 

I greci Decemberance hanno già ricevuto le nostre attenzioni in passato. Sia io che LeonardZ 666 fummo piacevolmente colpiti dal loro debutto "Inside". Da quella prima uscita sono trascorsi la bellezza di otto anni, una lunga ed estenuante attesa finalmente giunta al termine con il concepimento del secondo album a titolo "Conceiving Hell", rilasciato attraverso l'etichetta russa del solerte Gennady, la Endless Winter.

I musicisti in questione sono esperti e profondi conoscitori del panorama doom-death metal. Lo hanno ampiamente dimostrato con "Inside": intenso, dall'animo complesso e in cui più generi convivevano in maniera alquanto naturale, all'interno di un'ambientazione profondamente ancorata al periodo dei primi anni Novanta. Ora lo confermano in quello che, in tutto e per tutto, potremmo considerare il naturale successore; infatti, sembra che il tempo non si sia fermato e fra l'uscita dei due dischi non sia trascorso che un attimo.

In "Conceiving Hell" è innegabile la presenza di un feeling oscuro dal passo pesante, ma raffinato, così come di quell'aura inconfondibilmente albionica devota al verbo proferito dalla triade formata da My Dying Bride, Paradise Lost e Anathema. A tutt'oggi, queste componenti sono un'unica cosa con la morbosità del metallo della morte statunitense in stile Morbid Angel. Altrettanto lampante è come non sia altresì venuto meno l'apporto conferito a questa unione dalla visione avanguardista in dote ai Phlebotomized e per alcune peculiarità ai Cynic.

Tale commistione ha condotto ancora una volta il gruppo a plasmare pezzi ostici, il cui vissuto contrastato è costretto a dibattersi costantemente, creando un quantitativo esagerato di sensazioni, anche opposte fra loro, in grado tanto di attrarre quanto di straniare l'ascoltatore. Allo scenario dipinto dagli Attici prendono parte così le rovinose e asciutte scanalature del death metal, lo stringente e incatenante grigiore plumbeo del doom metal funereo e il romanticismo melancolico e decadente di quello gotico, mentre l'inserimento di sonorità acustiche e l'ingresso in scena del violoncello aumentano la drammaticità della proposta.

Non riesco a considerare un brano migliore di un altro e le movenze articolate mi fanno pendere per il più semplice, e forse logico, dei consigli: cedete sia al lato muscolare e asfissiante che a quello dolente e psicotico di "Conceiving Hell". Se siete abituali fruitori del genere, difficilmente vi eviterete un simile incontro e con tutta probabilità troverete pure posto nella vostra collezione per il disco. Con estremo piacere affermo: bentornati Decemberance!