Gruppo: Aelter
Titolo: IV: Love Eternal
Anno: 2017
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST
  1. Introduction
  2. Death Eternal
  3. Love Eternal
  4. Life Eternal
  5. Hope Eternal
DURATA: 38:43
 

Diversi anni fa, il nome di Blake Green passò quasi di soppiatto sulle nostre pagine con i suoi Wolvserpent: l'occasione ai tempi fu l'aver condiviso il palco con i Wolves In The Throne Room, lasciando non troppo impressionato il nostro Bosj. Oggi torniamo a parlare di questo musicista, questa volta grazie al progetto Aelter.

Voglio iniziare questa recensione facendo un elenco di artisti e gruppi che — per vari motivi — mi sono venuti in mente durante l'ascolto: Fields Of The Nephilim, Swans, Tyranny, Dead Can Dance, Nick Cave ed Evoken (nei loro momenti più atmosferici). Nel caso vi sembrasse tutto un po' random, aggiungo che "IV: Love Eternal" (riferimento al brano degli Arcana?) è essenzialmente ciò che accadrebbe se un gruppo Darkwave-Gothic Rock degli anni Ottanta decidesse di darsi al Doom Metal, chiedendo al maestro Morricone di comporre i brani. In maniera molto vaga, possiamo trovare qualche punto in comune anche con la proposta macabra e grottesca dei Those Poor Bastards; in questo caso, tuttavia, il risultato è molto tetro e introspettivo, complice la maggiore influenza da generi legati al mondo estremo e/o dark.

Immaginate di ritrovarvi sul set di un film di Sergio Leone, con un accompagnamento di chitarre che trasudano Spaghetti Western a ogni singola nota. La scena in cui siete stati trasportati si svolge nelle ore più buie di una città fantasma, ambientazione che è tutto fuorché rassicurante. Siete nell'oscurità più totale, soli con il vostro subconscio che per l'occasione prende la forma di una voce profonda, impostata e carica di riverbero; poco importa che le parole siano pressoché incomprensibili, anche se sicuramente avere il copione sotto mano avrebbe aiutato a capire meglio la situazione. Non vi rimane altro che la rassegnazione a una notte solitaria e apparentemente eterna o forse della durata di quaranta minuti scarsi, che però scorrono con tempi dilatati, dettati da percussioni minimali e da droni ossessivi in sottofondo.

Morte, amore, vita e speranza sono i quattro pachidermici capitoli per cui sarà necessario passare con le vostre riflessioni. Non c'è modo di uscire dal profondo stato di desolazione in cui siete immersi, se non attendendo un'alba che — forse — arriverà e libererà la vostra mente dai pensieri più cupi. Ma il fascino dell'oscurità non è da sottovalutare: potreste voler tornare nel funereo Far West di "IV: Love Eternal" più e più volte. Se vi sentiste pronti ad affrontare una creatura così spaventosamente attraente, e soprattutto se non aveste paura di rimanere intrappolati in essa, date una chance ad Aelter.