Gruppo: Kolp
Titolo: Cured But Not Healed
Anno: 2017
Provenienza: Ungheria
Etichetta: Lost Horizon Productions
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TRACKLIST
  1. Air Decrease
  2. Let The Pale Inside
  3. Being My Child
  4. Pitch-Dark Circles
  5. To The Pit
  6. Cured But Not Healed
  7. Decompose (Till Only Skin Remains)
DURATA: 35:52
 

Ci sentiamo di poter affermare che al mondo non ci sono poi così tante certezze. La carnagione di Carlo Conti, le tasse, la diretta proporzionalità tra aspettative sulla sorpresa dell'uovo di cioccolato e la malcelata delusione di aver trovato l'ennesimo portachiavi. Tra queste, non possiamo non annoverare la granitica convenzionalità del versante depressivo del black metal (che comunque non è mai 'sta gran musica per allegroni, vabbè, ma voi mette' le mosse a granchio, i trucchi che manco le Kardashian e i loghi da specie protetta del vuvueffe?).

Sarcasmo a parte, ciò che ci troviamo tra le zampe è il nuovo prodotto dei magiari Kolp. Nonostante gli improbabili nomi, nonché le improbabili facce dei due membri tuttofare (Jim Jones si dedica a voce e testi, Knot a tutta la parte musicale), "Cured But Not Healed" è un disco piuttosto convenzionale. I sette brani, tutti di lunghezza media, ci trasportano nei gelidi lidi che chi mastica un po' della seconda ondata black metal non faticherà a riconoscere.

La sezione strumentale è tendenzialmente sottile e incredibilmente zanzarosa, la voce si articola in un buon latrato carico di disperazione e astio. A differenza dei lavori precedenti, in particolare rispetto al secondo album "The Outside" del 2012, i Kolp appaiono inforcare con decisione maggiore una direzione più uniforme. Mentre prima non erano rare alcune incursioni doom, sludge e perfino dai tratti drone, oggi i Nostri ci appaiono completamente a loro agio in un depressive black metal che, come da manuale, viaggia attraverso la duplice lunghezza d'onda riff-furiosi-senza-tregua e ritmi-ineluttabilmente-cadenzati: ne è un esempio interessante la terza traccia, anche se forse non la migliore dell'album, "Being My Child".

Una rinnovata coerenza? Forse sì, con l'aggiunta di un timido j'accuse di derivazionismo. Nel complesso, il disco non è affatto malvagio (cioè, sì, ma in tutt'altro senso, daje che avete capito). Non è necessario essere un capolavoro per portarci un po' di sanissimo gelo in queste giornate afose.