Gruppo: Resurrected
Titolo: Resurrected
Anno: 2017
Provenienza: Germania
Etichetta: Metal Age Productions
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TRACKLIST
  1. Hellcome
  2. The Overkill To Dwell
  3. Human Killing Spree
  4. Bewareness Of Truth
  5. Mutated Generation
  6. Necronymphomanic
  7. The Forecast Of Horrors
  8. Fathomless Creation
  9. Interlude
  10. Denial [cover Solstice]
DURATA: 39:31
 

I Resurrected sono veterani della scena death metal: hanno più di vent'anni di storia alle spalle e una discografia che vantava già la bellezza di sei uscite dalla lunga durata, prima della pubblicazione di "Resurrected", a distanza di nove anni dalla precedente. I Tedeschi non sono novellini, rappresentano un pezzo di storia del metallo brutale made in Germany e militano anche in altre realtà (connazionali e non) di più che discreto valore quali Brutal Unrest, Prostitute Disfigurament e Grind Inc.

È fuori di dubbio che la band sappia fare il proprio mestiere, sguazzando nella morte e nella tematiche abituali del filone. Il legame con le sonorità perlopiù statunitensi che da sempre ne hanno alimentato la composizione, colma di horror e violenza, è altresì evidente e pressoché invariato, perciò fare una lista di nomi facilmente associabili sarebbe un pleonastico spreco di tempo.

Il quartetto di Duisburg ci mette a disposizione una serie di tracce piacevolissime, che ben si prestano a sfamare le voglie dei sanguinari fruitori del genere, come "Hellcome" e il terzetto formato da "Human Killing Spree", "Bewareness Of Truth" (in origine appartenente all'EP "Morbus" del 2012) e "Mutated Generation" (dall'EP "Penetrance Of Terror" del 2015). A queste si sommano poi "Fathomless Creation" e l'altrettanto piacevole cover realizzata per "Denial" (pezzo estratto da "Pray", 1995) degli americani Solstice, nei quali milita tuttora Alex Marquez (ex Malevolent Creation e Demolition Hammer) e militò Rob Barrett (Cannibal Corpse ed ex Malevent Creation e HatePlow).

"Resurrected" scorre fluido e privo di intoppi, grazie al buonissimo riffing impostato dal veterano — nonché unico chitarrista e membro fondatore del gruppo — Thomas Granzow, in grado di proporre soluzioni mai troppo intricate, dalla presa sicura e morbose. Altrettanto importanti si rivelano Dennis Thiele, potente e dinamico nell'eseguire i pattern di batteria, e Christoph Mieves, con una classica prova in growl. Purtroppo Ben Bays risulta essere un po' penalizzato, dato che il suo basso viene lasciato nelle retrovie da una produzione (opera di Jörg Uken, presso i Soundlodge Studio) che avrebbe potuto e dovuto garantirgli maggiore spinta nel mix.

In conclusione, i Resurrected sono un porto sicuro, una band affidabile che anche in questa occasione non delude. Mi sembra pertanto corretto consigliarne l'ascolto, e ovviamente non escludo l'eventuale acquisto, a chiunque necessita insistentemente di musica inumana nello stereo. Di certo sapranno soddisfare il vostro bisogno.