Gruppo: Graveyard Of Souls
Titolo: Pequeños Fragmentos De Tiempo Congelado
Anno: 2017
Provenienza: Spagna
Etichetta: Endless Winter
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST
  1. Todo Se Desvanece Lentamente
  2. Entre Fragmentos De Locura
  3. Beyond The Black Rainbow
  4. Cementerio De Ilusiones
  5. As Lightday Yields [cover Lake Of Tears]
  6. Al Atardecer
  7. Across The Cygnus Loop
  8. Kristallnacht
DURATA: 45:36
 

I Graveyard Of Souls passarono sulle nostre pagine un paio di anni fa con "Infinitum Nihil", disco che aveva qualche problema di produzione, ma che metteva in mostra le doti della band. A due anni di distanza, li ritroviamo con "Pequeños Fragmentos De Tiempo Congelado", uscito ancora una volta per Endless Winter, dopo una parentesi con Concreto Records.

La prima novità che salta all'occhio è l'uso della lingua spagnola in molte tracce, lasciando l'inglese solo in due episodi. Non è una grandissima differenza — anche perchè il growl di Raúl non è proprio intelligibilissimo — tuttavia è una scelta che merita di essere menzionata.

Un altro cambiamento importante riguarda la qualità dei suoni, questa volta più curati per fortuna, seppur qualche difetto qua e là salti fuori. In particolare sono i momenti saturi a essere più problematici, soprattutto quando molteplici strati di chitarre, tastiere e voce devono contendersi il poco spazio a disposizione, suonando un po' troppo confusionari. In generale, però, i passi avanti sono evidenti e l'ascolto non appare tanto difficile da risultare fastidioso.

Per il resto, il duo prosegue sulla strada già intrapresa con "Infinitum Nihil": un Doom-Death Metal dal sapore vagamente gotico-magico, nel quale le tastiere sono usate principalmente come sottofondo atmosferico e la chitarra solista — ampiamente presente in tutte le tracce — fa da traino per la maggior parte dei pezzi. L'approccio dei Graveyard Of Souls non è mai eccessivamente estremo, ponendosi esattamente a metà tra i due generi che compongono questo ibrido. È invece presente una forte componente melodica data appunto dalle sei corde, che risulta il punto di forza del disco; al contrario, nei momenti in cui essa viene messa da parte, la band sembra non trovarsi pienamente a proprio agio e fatica ad apparire più che semplicemente standard.

A livello ritmico, il gruppo sceglie ancora una volta di mantenersi su tempi mai eccessivi, nè in lentezza nè in aggressività; ciò permette al basso di offrire numerosi spunti a supporto della chitarra, apparendo quindi come un altro elemento positivo dell'album. D'altro canto, la batteria si limita a seguire l'andamento dei brani, a volte con pattern un po' troppo elementari, altre riuscendo a sfruttare bene i tom per donare maggior vigore ad alcuni passaggi, nonostante la produzione talvolta tenda a non darle troppo risalto.

Generalmente più che sufficiente senza però eccellere, quindi, la prestazione di Angel sul comparto strumentale, così come il growl di Raúl è sostanzialmente senza infamia nè lode: sicuramente adatto al contesto, profondo quanto basta ma con ben poche variazioni sul tema, a eccezione della parte di spoken word nella cover di "As Lightday Yields" dei Lake Of Tears e di qualche riverbero di tanto in tanto.

"Pequeños Fragmentos De Tiempo Congelado" è in sostanza un discreto album di Doom-Death, a cui sarebbe servito qualche tocco personale per poter fare il salto di qualità. Per il momento, i Graveyard Of Souls si confermano come una realtà che potrà indubbiamente essere apprezzata dai fanatici dello stile, ma che fatica a uscire dalla propria zona di comfort.