Gruppo: Suffer In Paradise
Titolo: The Dead Is World
Anno: 2016
Provenienza: Russia
Etichetta: Endless Winter
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TRACKLIST
  1. The Dead Is World
  2. Sonnambula
  3. Suffer In Paradise
  4. Insects
  5. Archetype
  6. Cantus Cycneus
DURATA: 01:05:33
 

Niente preamboli per "The Dead Is World" e altrettanti voglio farne in questa recensione per rendervi l'idea: dalla prima traccia (la titletrack) si parte subito con note di chitarra che danno l'impressione di essere in medias res e che il lavoro cerchi di avvolgere l'ascoltatore da subito, con il suo incedere lento e maestoso. I Suffer In Paradise sono russi, suonano funeral doom e si può dire che amino la lentezza in tutti i sensi: questo loro debutto segue una demo del lontano 2010.

La musica è maestosa, cupa e ripetitiva, non eccelle per originalità ma riesce a coinvolgere l'ascoltatore e trasportarlo in un mondo fatto di freddo e solitudine, grazie all'uso intelligente di quelle due o tre idee musicali a disposizione. Il growl è profondo, chiuso, riflessivo, subentra tra le note di tastiera e il riffing lento, che sembra uscito da una versione più lugubre dei My Dying Bride classici, accompagnati da note di tastiera e ritmi di batteria molto scarni.

Le parti di tastiera variano dal puro accompagnamento a una certa centralità scenica, come nei due brani più melodici "Sonnambula" e "Insects". Se ai primi ascolti questi prendono di più, pian piano ci si rende conto che "Archetype" non ha poi molto da invidiare. L'album termina nello stesso modo brusco con cui è cominciato, nella coda di "Cantus Cycneus" troviamo un riff malevolo che si interrompe di netto, lasciando solo il silenzio: malgrado il numero non esiguo di ascolti, trovo tuttora questa chiusura a dir poco spiazzante.

I Suffer In Paradise hanno scritto un disco che non si può definire superlativo, tuttavia suonerà godibile a chi ascolta funeral doom e nel genere favorisce l'atmosfera alla pesantezza.