Gruppo: Voices From Thaumiel
Titolo: The Door For The Temple Of Perdition
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. Sacramentum Sinistrum
  2. Veritas Mea Est In Tenebris
  3. In Arcane Union
  4. The Door For The Temple Of Perdition
  5. Unsee Fire
  6. Thy Ever Burning Marks
  7. My Journey In The Endless Nights
DURATA: 27:10
 

Nel pieno della nostra rubrica social "Flagelli D'Italia", oggi andremo a conoscere una realtà abruzzese giunta al secondo disco: i Voices From Thaumiel.

Dopo il debutto "Dia Ballein" e uno split con altre band del sottobosco del centro Italia (entrambi usciti nel 2013), il gruppo dei dintorni di Chieti torna con un lavoro di durata ridotta, che ci permette comunque di analizzarne le peculiarità. "The Door For The Temple Of Perdition" contiene meno di mezz'ora di Black Metal cupo di matrice principalmente svedese, con qualche leggero sprazzo di Death Metal qua e là. Chiariamo fin da subito che i Voices From Thaumiel non puntano assolutamente sul fattore innovazione, né possono essere considerati particolarmente originali; forse un minimo di personalità nei riff — in qualche occasione non proprio freschissimi — avrebbe giovato, d'altro canto però qualche buona idea si può sicuramente trovare.

Le ritmiche discretamente variegate della batteria sostengono le composizioni con suoni possenti (rullante in particolare), soprattutto durante certi blast beat e quando interviene un leggero riverbero a enfatizzare questa caratteristica; d'altra parte, la cassa in alcuni passaggi esagera, andando a sovrastare il resto. Basso e chitarra collaborano nella creazione della componente melodica, spesso rifacendosi come già detto alla scuola svedese, sfruttando quindi un approccio melodico senza rinunciare all'aggressività; è interessante soprattutto il contributo del primo dei due strumenti citati, sia per la presenza — sempre gradita in questo genere — che per le gradevoli linee che di tanto in tanto arricchiscono i brani, come accade nella titletrack.

A livello vocale, si denota invece una leggera monotonia nello scream medio-basso del cantante: ciò non pesa più di tanto in un lavoro di neanche trenta minuti, ma è da tenere in considerazione nel caso di sviluppi futuri di maggiore durata; sarebbe comunque sufficiente qualche piccola idea da applicare qua e là, senza per forza dover ricorrere a trovate rivoluzionarie, ma che quanto meno vadano un po' oltre i tentativi quasi impercettibili — in termini di efficacia — presenti in alcuni brani.

Le tracce non raggiungono mai un minutaggio eccessivo, si mantengono intorno ai quattro minuti. Le composizioni formalmente non hanno difetti evidenti, tuttavia non troverete particolari sorprese, a eccezione di qualche elemento che le differenzia come i rallentamenti tendenti al Doom nella conclusiva "My Journey In The Endless Nights" e i suoni atmosferici delle sei corde in "Thy Ever Burning Marks".

In definitiva, "The Door For The Temple Of Perdition" è un disco onesto ed evidentemente legato al mondo underground, anche per i suoni indubbiamente migliorabili ma che faranno felici i detrattori delle produzioni troppo pulite. Se dunque vi sapete accontentare di un album che compensa la scarsa originalità e altre problematiche minori con una buona dose di passione, i Voices From Thaumiel potrebbero fare al caso vostro.