Gruppo: Distant Landscape
Titolo: Insights
Anno: 2017
Provenienza Italia
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST
  1. Same Mistake
  2. Cage Inside Us
  3. First Insight
  4. The Desire
  5. The Change
  6. The Love Of A Mother For Her Sons
  7. Distant Landscape
DURATA: 52:29
 

L'ambiente del metal melodico non è una novità in Italia, abbiamo già parlato di alcune delle nuove realtà come gli Awake The Sun o i Revenience (guarda caso, entrambi in forze proprio alla Sliptrick Records). Per scoprire i Distant Landscape ci spostiamo nell'area di Roma, che ha visto emergere ultimamente anche un'altra band che sembra cresciuta a pane e Katatonia, i Rome In Monochrome.

Proprio gli ultimi Katatonia sembrano infatti essere un'importante influenza sul modo di comporre e sui temi affrontati dal progetto romano. All'epoca della registrazione di "Insights", i Distant Landscape erano un duo composto da Andrea Biondi (batteria) e Marco Spiridigliozzi (tutto il resto), aiutati per l'occasione dalla cantante Judith in "First Insight" e "The Love Of A Mother For Her Sons", ora ufficialmente parte della formazione. Mentre scrivo, la band è diventata un quintetto, con le aggiunte del chitarrista Alessio Rossetti e del bassista Fabio Crognosi.

La bella copertina (opera di Adhiira Art) ci porta verso un mondo in cui la nostra mente si avventura in luoghi distanti e onirici. C'è qualcosa di Steven Wilson, un po' di Anathema ultima maniera e in generale una grande attenzione per gli aspetti più atmosferici della musica di estrazione post- dell'ultimo decennio o giù di lì. Le linee di chitarra di Spiridigliozzi si intrecciano in maniera sicuramente affascinante e molto consapevole, dando un grande contributo al risultato complessivo di "Insights". Come detto in precedenza, in "First Insight" fa la sua prima comparsa Francesca Giuditta alla voce, in un bel duetto che anche qui può portare alla mente alcune cose degli Anathema, mentre nel singolo "The Desire" si torna alle chitarre katatoniche.

"Insights" è l'ennesima dimostrazione della vitalità di questi ambienti in giro per l'Italia e della grande competenza di Spiridigliozzi e Biondi, con i Distant Landscapes che si sono anche piazzati sulla mappa con una formazione stabile e — immagino — pronta a suonare dal vivo. Proabilmente, il difetto più grosso è l'eccessiva durata di alcuni passaggi, che forse avrebbero potuto essere tagliati o accorciati per rendere l'opera più snella e diretta nel suo complesso. Limando qua e là e trovando una propria cifra stilistica più evidente, ci potremmo trovare presto di fronte a un grande nome della scena italiana.