Gruppo: Cydemind
Titolo: Erosion
Anno: 2017
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Sito web  Facebook  Youtube  Bandcamp

 
TRACKLIST
  1. What Remains
  2. Tree Of Tales
  3. Derecho
  4. Red Tides
  5. Stream Capture
  6. Erosion
DURATA: 64:32
 

Non è mai facile confezionare a dovere un disco di prog metal strumentale: la paura che finisca per risultare un mattone è sempre dietro l'angolo e — manco a dirlo — in un genere che alle volte sfocia in tecnicismi ossessivi è semplice perdere interesse in brani eccessivamente complessi. Ecco perché non ho potuto resistere quando ho scoperto che il simpatico gruppo dei Cydemind da Montreal aveva deciso di puntare molto sul violino come attore principale delle proprie composizioni.

Ultimamente il Canada mi sta riservando grandi sorprese e anche questa volta pare abbia fatto centro: i Cydemind sono un quintetto che non si fa grossi problemi a mescolare influenze di varia natura, dalla musica classica ai rinomati gruppi di progressive dei giorni nostri (Dream Theater e buona parte della produzione di Neal Morse), fino a toccare momenti più jazz ("Tree Of Tales") in cui Olivier Allard e il suo violino recitano sempre la propria parte. La cosa interessante è, però, che le sezioni di Allard difficilmente si lasciano andare a virtuosismi eccessivi, cedendo invece a chitarra e piano i momenti più tecnici. Peccato solo che i passaggi della tastierista Camille Delage non siano stati missati degnamente in ogni brano, o — almeno — non in quelli in cui suona il piano senza effetti particolari.

A ogni modo, "Erosion" è un disco dalle mille sfaccettature: se "What Remains" svolge perfettamente il compito di pezzo di apertura, ritmato e che rimane in testa, i tredici minuti di "Derecho" presentano uno scorcio della vera anima del gruppo, divisa tra le sue nature, tutte perfettamente compatibili tra di loro (impossibile non lasciarsi catturare dal passaggio con doppio pedale). Queste vengono poi analizzate singolarmente con "Red Tides" (in cui il gruppo di Petrucci viene fuori prepotentemente) e "Stream Capture", la quale accompagna con delicatezza l'ascoltatore in un crescendo che sfocia nel brano che dà il nome all'album. E lì, c'è poco da fare: nella sua mezz'ora scarsa, "Erosion" rappresenta perfettamente il cuore dei Canadesi che si diverte ad amalgamare la cattiveria dei Symphony X a momenti più orientaleggianti, riuscendo a creare una suite composta in più atti e dallo spirito sempre cangiante. Mezz'ora è sempre tanta, ma la bravura del quintetto riesce tranquillamente a non far calare mai l'attenzione o ad annoiare, un pregio che non tutti i gruppi progressive possono dire di avere.

Devo ammettere che la riduzione delle parti di chitarra elettrica (e di assoli) in favore di un molto più leggero e pregevole suono del violino dona al disco dei Cydemind un'anima unica e assolutamente particolare. Sarà anche per via di alcuni momenti che ricordano le colonne sonore dei videogiochi della mia infanzia, tuttavia con il suo mix "Erosion" ha decisamente sbaragliato la concorrenza per estro creativo, unicità e varietà di ritmiche. A conclusione di tutto, nel semplice libretto del disco trovate anche alcune bellissime poesie in francese e in inglese scritte da Camille Delage, per aiutare una migliore comprensione tematica dei brani: un'idea che ho apprezzato davvero molto e che denota una certa cura verso il prodotto completo. Promossi a pieni voti!