FatSoul - Homo Ebetis
 
Gruppo: FatSoul
Titolo: Homo Ebetis
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Dischi Bervisti
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TRACKLIST
  1. Oshoneck
  2. Ave Seitan
  3. Sthercules
  4. Homo Ebetis
  5. Honey
  6. Karaotene
  7. Habemus Papa
  8. Intro
DURATA: 28:27
 

Ormai posso dire con discreta sicurezza che la Dischi Bervisti tende a vederci giusto. I FatSoul sono un trio strumentale originario dell'area di Padova, formato nel 2015 e molto, davvero molto, appassionato di quelle sonorità funk e crossover che tanto seguito ebbero tra fine anni '80 e inizio anni '90 (vengono in mente per esempio gli ovvi Primus e Faith No More). L'etichetta prosegue, quindi, sulla strada della musica strumentale emergente — già percorsa, ad esempio, con i Maledetta Dopamina — con risultati decisamente interessanti.

Come suggerito dalla colorata copertina (opera di Giordano Bison), "Homo Ebetis" è una sorta di riflessione nei confronti dell'assoluta imbecillità che sembra aver investito il genere umano nell'era digitale, convinto che leggere due pagine su Internet nell'arco di una vita corrisponda a un qualche tipo di sapere. Il disco è abbastanza breve e parecchio diretto, con titoli che passeggiano comodamente sulla linea del nonsense (da notare anche il fatto che "Intro" è, in realtà, il pezzo finale).

Dunque, se i nomi citati in precedenza vi interessano almeno un po', non potrete restare indifferenti davanti all'opera di Mattia e Marco Maschio (rispettivamente batteria e basso) e Alberto De Grandis (chitarra), che inseriscono spesso e volentieri elementi stoner e più o meno qualsiasi altra cosa gli venga in mente. I pezzi salienti sono a mio avviso l'apertura "Oshoneck" (che mette subito in chiaro le coordinate del gruppo) e il brano che dà il titolo al disco, con i suoi ritmi lenti e in qualche modo desertici.

Diamo, quindi, il benvenuto a "Homo Ebetis": un bell'album che uscirà ufficialmente il 2 ottobre in digipak, mettendo sulla mappa un gruppo che incuriosirà gli appassionati della musica rock strumentale dal retrogusto novantiano, pur avendo allo stesso tempo un approccio decisamente contemporaneo e personale. Consigliatissimo per brevi viaggi in macchina.