Gruppo: Esoctrilihum
Titolo: Mystic Echo From A Funeral Dimension
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST
  1. Ancient Ceremony From Astral Land
  2. Following The Mystical Light Of The Shadow Forest (Final Path To Death)
  3. Prayers Of The Lamented Souls
  4. Infernus Spiritas
  5. Shtalosoth
  6. BltQb (Black Collapse)
  7. Mighty Darkness
DURATA: 57:32
 

Sarà difficile entrare in profondità nell'operato di Esoctrilihum, perché si tratta dell'ennesimo progetto circondato dal buio più totale. Progetto del solo Asthâghul, sappiamo che arriva dalla Francia, che è al debutto assoluto e che si presenta sotto l'egida di I, Voidhanger forte di un'apprezzabile copertina che ricorda vagamente i toni dei migliori Limbonic Art e Noctes.

Le sfumature del blu e del viola colorano la volta celeste che avvolge un disco dalla fortissima impronta melodica, che per brevi tratti flirta con la corrente sinfonica che andava tanto nella seconda metà degli anni Novanta, ma in grado di esibire un'impronta più muscolare rispetto ai già citati Limbonic Art o ai primi Dimmu Borgir, grazie alla scelta di cantare sia in scream che in growl.

Le chitarre vivono nella perenne indecisione di pendere più verso i taglienti riff norvegesi o le più avvolgenti soluzioni svedesi di casa Marduk o Dissection, finendo per fare un po' degli uni e un po' delle altre con discreti risultati, senza mai eccellere, tuttavia disegnando una piacevole atmosfera d'altri tempi. A mettere in evidenza questo passatismo, nel senso buono, ci pensa la produzione, lo-fi e con tutta probabilità frutto di una registrazione casalinga di cui si è occupato lo stesso Asthâghul (mi rifiuto di credere che da uno studio professionale possa uscire una drum-machine così scalcagnata).

Tratti più weirdo spuntano di quando in quando sotto forma di assoli abbastanza improbabili o cambi di tempo azzardati ("BltQb"), ma pur nella loro estemporaneità questi frammenti aiutano a diluire brani che, a eccezione dell'interludio "Prayers Of The Lamented Souls", non scendono mai sotto i nove minuti di durata. Forse qui sta la maggior pecca di Esoctrilihum: un po' di sintesi non guasta, quando si ripropone una lezione vecchia di un paio di decenni.

Nel suo essere un lavoro espressamente rivolto ai feticisti degli anni Novanta più melodici, il debutto di Esoctrilihum rappresenta il lato più orecchiabile dei progetti supportati da I, Voidhanger: a volte, tra un disco importante e l'altro, c'è bisogno di tirare il fiato, di ascoltare un album che non ci costringa a metterci alla prova. Ed è in queste situazioni che arrivano in soccorso lavori come "Mystic Echo From A Funeral Dimension".