Gruppo: Fell Ruin
Titolo: To The Concrete Drifts
Anno: 2017
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST
  1. Respire
  2. The Lucid Shell
  3. Spy Fiction Folds In Ready Streets
  4. To Wither The Golden Rose In Bloom
  5. ...And Choke On Nocturnal Breath
DURATA: 37:03
 

Arrivo con qualche settimana di ritardo e sono una voce fuori dal coro rispetto a quasi tutti i pareri che si trovano online: ascolti su ascolti, ma proprio non riesco a entrare appieno nel lavoro dei Fell Ruin. Quartetto che arriva dalla Motor City, la band di Detroit con "To The Concrete Drifts" dà seguito al suo EP di esordio del 2015 e taglia il traguardo del primo album.

I ragazzi descrivono la propria musica come di matrice black-doom metal, ma non basta andare piano per essere doom e, francamente, gli umori del quartetto sembrano ben lontani da quelli tristi e intimisti che sarebbe lecito aspettarsi, lasciandosi andare molto di più alle proprie voglie progressive. L'album conta, infatti, un'introduzione più quattro brani, tutti tra gli otto e i dieci minuti, in cui succede più o meno di tutto: riff affilatissimi, cambi di tempo, rallentamenti, urla, addirittura quello che sembra un basso a mitraglia (ma potrebbero anche essere dei mattoncini Lego che sbattono tra loro) e amenità di vario genere.

I Fell Ruin sembrano piacersi un po' troppo, facendo di tutto per suonare imprevedibili e complicati, piazzando dissonanze a ogni angolo senza mai dare una vera impronta alle canzoni, che finiscono così per essere un coacervo di cose non proprio organico. Probabilmente, se i quattro musicisti si fossero concentrati meno sull'effetto sorpresa e sulle velleità prog, "To The Concrete Drifts" sarebbe stato un album di grande impatto: ci sono indubbiamente dei buoni spunti e quando la band spinge sull'acceleratore offre il meglio di sé; però, l'impressione che se ne ha dopo ripetuti ascolti è che il disco sia rimasto un lavoro più in potenza che in atto, troppo disordinato per colpire davvero nel segno.

Sicuramente il debutto dei Fell Ruin non mancherà di piacere ai fan del black metal più esigente, ma temo invece non dirà granché ai fan più esigenti del black metal.