Gruppo: Mekigah
Titolo: Autexousious
Anno: 2017
Provenienza: Australia
Etichetta: Aesthetic Death
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TRACKLIST
  1. Eroding Will
  2. Autexousious
  3. Fooled Blood
  4. Zmatek
  5. Diminished Responsibility
  6. The Infinite Never
  7. A Vast Abyss
  8. Backpfeifengesicht
  9. Rejection Nostalgia
DURATA: 53:44
 

Nel 2016 ospitammo sulle nostre pagine il terzo album dei Mekigah, intitolato "Litost". Il 2017 mi permette di scrivere del quarto lavoro composto dalla mente dell'australiano Vis Ortis. "Autexousious" si addentra ulteriormente in un panorama nero, rumoristico, industriale e maniacale; un compendio di emozioni negative, disturbate e violente, ben espresse — oltre che a livello strumentale — attraverso l'uso di voci dilanianti e i testi personali e auto-analitici che ne sostentano la follia. Una follia crudele che scava all'interno dell'essere umano.

L'ascolto è di quelli che sin da subito divide: estremo e talvolta così cacofonicamente forzato com'è, mi ha costretto in più di un momento a staccare e prendere un attimo di pausa, per disintossicarmi dall'orda di suoni malefici che lo riempiono in abbondanza. Il tempo necessario a far mente locale, poi ho ripreso il dialogo con tracce che — come nel recente passato — perseverano nella generazione di inquietudine e oscurità, evitando sapientemente l'uso di una classica forma canzone, espandendosi in maniera oscura o implodendo improvvisamente su se stesse.

"Autexousious", "Zmatek", ma soprattutto "The Infinite Never" e "Backpfeifengesicht" evidenziano come la musica di Ortis abbia definitivamente mutato pelle. Gli ultimi due sono gli episodi che rappresentano gli apici di insanità racchiusi in scaletta: "The Infinite Never" possiede atmosfere cangianti ed è infoltito da una sostanziosa aura industriale-cibernetica; "Backpfeifengesicht" è minimale e avanguardista, descrivibile come una farneticazione focalizzata sul colore nero. All'interno di "A Vast Abyss" è possibile riscontrare invece la presenza di un po' tutte le esperienze e le influenze musicali dei quasi dieci anni di attività dei Mekigah, pur se questa ultima opera risulta meno affascinante di certi capitoli composti in passato.

"Autexousious" mette a dura prova: potrete tranquillamente smarrirvi, decidendo di perlustrarne i vari scenari e angoli reconditi, dedicandogli tempo e attenzione oppure, in modo netto e diretto, eliminarlo dai vostri ascolti. Potreste considerarlo un lavoro complesso e figlio di un'idea malsana o al contrario reputarlo un'accozzaglia di soluzioni che tendono a susseguirsi, sfuggendo a una vera e propria logica. Tuttavia, per giungere a un verdetto dovrete premere il tasto «play» e fare i conti con lo squilibrio di cui i Mekigah sono messaggeri.