Gruppo: Chaos Moon
Titolo: Eschaton Mémoire
Anno: 2017
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Blood Music
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TRACKLIST
  1. The Pillar, The Fall, And The Key I
  2. The Pillar, The Fall, And The Key II
  3. Of Wrath And Forgotten Wisdom
  4. Eschaton Mémoire I
  5. Eschaton Mémoire II
DURATA: 40:33
 

L'evoluzione del Black Metal statunitense non cessa di rivelare esperimenti di assoluto valore, sovente più originali di quanto il genere abbia prodotto sul suolo europeo negli ultimi anni. I Chaos Moon, progetto nato nel 2004, interrotto nel 2011 e rinato nel 2013 (con un album superlativo recensito su queste pagine), rientra nella categoria delle sorprese inaspettate. Si badi bene, non perché il gruppo non abbia precedentemente dato prova di una scrittura brillante e perfettamente calata negli stilemi del Black Metal, ma in guisa della relativa assenza di uno sforzo che ne riassumesse in un colpo solo il potenziale.

Il recentissimo "Eschaton Mémoire", edito da Blood Music, presenta una candidatura credibile alla corona di summa definitiva, anche se — a seguito di ripetuti ascolti — potrebbe non essere completamente a suo agio nelle vesti di capolavoro incensato a piene mani dalla stampa estera. Si è salutati e guidati nelle viscere dell'album da un'introduzione elaborata, prima di abbandonare la scena a una furiosa discesa verso vortici e gorghi ribollenti di odio e bile. Una progressione di accordi effettati apre la seducente "Of Wrath And Forgotten Wisdom", prima di collassare in un turbine di pregevoli variazioni delle percussioni e intricate linee di chitarra simili al Leviathan più deforme; rigurgiti di space-ambient vengono divorati da tamburellanti giri di basso che sullo sfondo preparano il palco alle stilettate in tremolo picking, le quali — più di preoccuparsi di proporre riff — si curano di intessere uno spazio sonoro; la voce entra ed esce dal dipinto a tinte scurissime, ringhiando le sue oscenità. La suite finale "Eschaton Memoire" fonde terrificanti momenti di Black Metal sotterraneo a contemplazioni di mondi psichici senza soluzione apparente di continuità.

Sembra tutto magnifico, nevvero? Sulla carta, non vi sono che critiche positive. Poi, si riascolta ogni episodio più e più volte e ci si accorge che da un lato "Eschaton Mémoire" necessita di essere apprezzato nella sua interezza e coesione: non ha alcun senso, come spesso capita purtroppo, estrapolare un singolo e discutere del pezzo astraendolo dal mondo che lo ha generato. Dall'altro, questa forte tendenza a proporsi all'ascoltatore monoliticamente, apre qualche spiraglio a una riconsiderazione dei meriti dei Chaos Moon. "Eschaton Mémoire" è ben suonato, dalla batteria che raramente ritorna su pattern già impiegati per più di due volte al basso che — benché sepolto per due terzi della durata — quando emerge schiude trame mai banali; inoltre è prodotto con sapienza, quindi né cavalcando la moda del «nekrogrimekvlt» né ripulendo i suoni fino a trasformare l'esperienza nell'ascolto di un qualsiasi dischetto melodeath della Nuclear Blast, ma fallisce nel catturare l'attenzione nel lungo periodo.

Chi scrive non sta suggerendo che non meriti una valutazione pienamente positiva: tutt'altro, magari ne uscissero ogni settimana di album del genere. Solamente, si avverte una ciclicità scontata nel proporre un continuo equilibrio tra aperture meditative e richiami alla tradizione Black Metal, tra sapienti rimpasti delle lezioni impartite dai pionieri della scena statunitense e deviazioni verso una rivisitazione più matura dei classicismi degli Emperor, riletti in chiave space. Considerati questi appunti, è doveroso comunque riconoscere al mastermind Alex Poole i suoi meriti. "Eschaton Memoire" suona fresco, stimolante e soprattutto evita di scivolare su cliché che ne inficerebbero l'efficacia. Per ogni momento in cui la mente dell'ascoltatore si ferma un attimo a cercare di ricordare dove un determinato passaggio sia stato impiegato in origine, ce ne sono altrettanti in cui la bellezza e naturalezza degli arrangiamenti non manca di sorprendere e affascinare. Poole è in grado di bilanciare nella sua scrittura una comprensione sopra la media delle necessità del Black Metal, senza per questo rinunciare a una visione personale o alla possibilità di esporre la sua filosofia sonora. In aggiunta, il gruppo ha beneficiato dall'aver incorporato e cooptato nuove individualità, probabilmente sollevando dalle spalle del chitarrista dei Krieg l'onere di occuparsi di tutti gli strumenti. Questa nuova formazione ha concesso quindi al Nostro i mezzi per realizzare completamente la sua visione e per un'operazione artistica come questa, nella quale la sensazione che il limite venga spinto qualche centimetro più in là è alquanto palpabile, la libertà di movimento è essenziale.

In conclusione, "Eschaton Mémoire" è un capitolo nella carriera dei Chaos Moon che non esprime ancora tutte le sfaccettature del progetto, ma che regala una rilettura solidissima del Black Metal più atmosferico. Ascolto fondamentale per chi cerca un disco che con materiali conosciuti riesca a plasmare una proposta sufficientemente inedita.