Gruppo: Epitaph
Titolo: Claws
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: High Roller Records
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TRACKLIST
  1. Gossamer Claws
  2. Waco The King
  3. Sizigia
  4. Wicked Lady
  5. Declaration Of Woe
DURATA: 41:27
 

Gli Epitapth sono una band classicamente moderna, parte della storia underground italica. La formazione veronese fu una delle prime a muoversi nel panorama doom metal nostrano e due dei suoi pilastri (Nicola Murari e Mauro Tollini) sono stati membri di compagini altrettanto importanti per quel movimento, parlo di Sacrilege e Black Hole; questi ultimi furono autori nel 1985 di uno dei dischi più rappresentativi per ciò che concerne il destino made in Italy: "Land Of Mistery".

I Veneti avevano ripreso le attività già nel 2014, dando alle stampe il buonissimo "Crawling Out Of The Crypt". Successivamente nel 2016 pubblicarono lo split "Dies Funeris / Farewell To Blind Men", insieme agli altrettanto affascinanti genovesi Abysmal Grief. Infine nel 2017 hanno realizzato "Claws",  il loro secondo album.

Il disco possiede innegabilmente e indissolubilmente un legame con le origini del doom ottantiano (Candlemass) e pre-ottantiano (Black Sabbath), con il suono oscuro di matrice N.W.O.B.H.M. (non molto tempo fa Ul_Fieschi scriveva dei mitici Witchfynde...), con l'aura horror-heavy che percorreva la Penisola fra gli anni '70 e '80 (pensate a certe peculiarità di Paul Chain) e con alterazioni spiritualmente dark. Al contempo però sorprende per la teatralità, l'espressività e la produzione che non sanno di datato, ma al tempo stesso non tradiscono le attese di quanti adorano essere pervasi dalle atmosfere tradizionali del filone.

"Claws" è un chiaro segnale di quanto la proposta piacevolmente ortodossa degli Epitaph sia oggigiorno ancora più appetitosa; in questa occasione inoltre la band ha pescato  "Wicked Lady" dal secondo demo "Sacred And Profane" (1992). Insomma i Nostri dimorano ben al di fuori del vasto girone nel quale sguazzano indegnamente cloni e formazioni tornate in attività con poca convinzione. Gli Epitaph sono di tutt'altra pasta e questo disco è una prova schiacciante.