Gruppo: Ubiquity
Titolo: Forever/Denied
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Third I Rex
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TRACKLIST
  1. Forever/Denied
  2. Hopes
  3. Lost Part I
  4. Lost Part II
  5. Form
DURATA: 33:31
 

È davvero improbabile che abbiate mai sentito parlare dei cagliaritani Ubiquity, a meno che non siate tra le poco più di duecento persone che sono capitate sul loro primo demo caricato lo scorso anno su Youtube. In appena dodici mesi tante cose sono cambiate: quello che suonava come un interessante seppure acerbo screamo-post-hardcore oggi è un robusto post-metal-hc con un sacco di black metal infilato negli interstizi.

"Forever/Denied", in appena cinque pezzi, mette in luce una band pronta a fare macerie di qualunque ostacolo le si possa parare davanti, che scalpita per farsi ascoltare e fa un casino da manuale, sempre riuscendo ad alternare con dovizia i soft/loud tanto cari al post-rock e post-metal di casa Russian Circles (non a caso citati esplicitamente come riferimento nelle note dell'etichetta). Nei momenti loud, però, è spesso il black metal più sporco e moderno a salire in cattedra, nella versione che ormai sempre più spesso ci capita di trattare proprio parlando di Third I Rex e di Wooaaargh.

L'elemento più apprezzabile dimostrato dagli Ubiquity è la capacità di inserire e far convivere tre generi potenzialmente così diversi senza nessuna fatica: l'attacco di "Lost Part II" è un inno ai Converge suonato dritto per dritto, che pian piano si trasforma in un crescendo post-metal preso di peso dai Cult Of Luna e che poi culmina in un'esplosione di blast beat, urla disumane e riff spalmati di fosforo bianco, prima di chiudersi in un'eco tra i suddetti Russian Circles e gli Explosions In The Sky che hanno avuto una pessima giornata. Dare coesione e naturalezza a una roba del genere non è facile: gli Ubiquity ci riescono, tra l'altro molto, molto bene.

Un nome da tenere assolutamente d'occhio, che va ad aggiungersi all'ormai nutritissima schiera di band dell'underground nostrano in grado di fare i culi a strisce. Vedi alla voce ['selvə], Sedna, Seventh Genocide e chi più ne ha più ne metta.