Gruppo: Nekromantheon
Titolo: Rise, Vulcan Spectre
Anno: 2012
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Indie Recordings
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TRACKLIST
  1. Cast Down To The Void
  2. Blood Wisdom
  3. Embrace The Oracle
  4. Coven Of The Minotaur
  5. The Usurper Command
  6. Rise, Vulcan Spectre
  7. Twelve Depths Of Hades
  8. Raised By Dogs
DURATA: 32:06
 

Ogni tanto capita di prendere alcuni dischi sottogamba e personalmente mi era accaduto con "Rise, Vulcan Spectre" (2012) dei Nekromantheon. Il thrash metal mi diverte e candidamente ammetto che, pur non disprezzandone le derive tecniche e più sofisticate, adoro quello rozzo e primordiale che si rifà ai riff da macello in stile classicamente anni Ottanta. Come accaduto con i connazionali Deathhammer, dopo un paio di ascolti avevo accantonato questi Norvegesi.

L'occasione ha voluto che entrassi in possesso di questo lavoro, uno dei tanti acquisti dettati dall'istinto e perché in fin dei conti non avevo un brutto ricordo della musica dei Nekromantheon. Ebbene, una volta inserito nel lettore l'album e metabolizzato, mi sono ritrovato a fruirne più e più volte, probabilmente perché ho adottato la mentalità più adatta e me lo sono goduto per quella sfrontata e violenta prova thrash che è.

La scaletta vanta momenti di pura eccitazione metallica, è difatti praticamente impossibile non farsi trascinare da un pezzo sconquassante, sfrenato e alcolico qual è il tellurico "Blood Wisdom" o  apprezzare quella sorta di epicità da scontro tribale, da circle pit furioso, che trapela nelle note di "Coven Of The Minotaur". Si può poi confidare in una compagnia affidabile sino all'ultimo istante, colma di adrenalina e supportata da buoni inserti solistici e da un andamento ritmico mai domo. "Embrace Of The Oracle", "The Usurper Command" e "Twelve Depths Of Hades" sono delle vere mazzate!

"Rise, Vulcan Spectre" è una bella fucilata che si lascia inserire nel lettore con un parecchia facilità, in special modo se amate il thrash incentrato sulla componente più rude e combattiva del genere. In quel caso dovreste proprio trascorrere del tempo in sua compagnia.

I Nekromantheon esaltano e dilettano, perciò non nego il mio interesse verso la loro prossima uscita, che a quanto pare tarda a giungerci; infatti sono già trascorsi sei anni dalla pubblicazione di questo album e cinque dall'ultima produzione ufficiale, lo split "Nekrothrash" (2013) che li vedeva martellare insieme a Carniwhöre, Töxik Death e Deathhammer, ma nulla sembra muoversi. Nell'attesa ripremo «play» e la danza riprende, con tanto di boccale in mano, lì da dove si era interrotta.