Gruppo: Vital Remains
Titolo: Let Us Pray
Anno: 1992
Ristampa: 2004
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Peaceville Records
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TRACKLIST
  1. War In Paradise
  2. Of Pure Unholiness
  3. Ceremony Of The Seventh Circle
  4. Uncultivated Grave
  5. Malevolent Invocation
  6. Isolated Magick
  7. Cult Of The Dead
  8. Frozen Terror
  9. Amulet Of The Conquering
DURATA: 55:39
 

Quanto sono belli i Vital Remains! La formazione di Tony Lazaro è fra i miei ascolti preferiti da tempo. Scoperta per caso durante una delle più classiche discussioni fra amici (quelle in cui si tirano in ballo duemila album e nomi vari), una volta giuntami fra le mani non ho potuto che goderne come un riccio.

Blasfemia, sonorità primordiali, atmosfera estesa da un ottimo utilizzo delle tastiere e una vena a tratti spiccatamente horror (sembra non essere un caso la loro provenienza da Providence, terra del maestro H.P. Lovecraft) mi fecero — e fanno tutt'oggi — letteralmente consumare l'album di debutto "Let Us Pray" (1992), del quale comprai la ristampa a opera della Peaceville.

A detta di molti il meglio sarebbe venuto successivamente e in parte posso essere d'accordo, dato che sia "Into Cold Darkness" (1995) sia "Forever Underground" (1997, una dichiarazione di intenti perseguita nel corso degli anni) sono disconi assolutamente da avere. Tuttavia il legame, anche affettivo, creatosi con la brutalità mai inutilmente forzata e la malevolenza riversata in ogni singola nota mi fecero adorare e innalzare quella prima prova, tanto da considerarla alla pari con i primi parti storici di gentaglia fondamentale per il mondo death metal come Deicide ("Deicide"), Incantantion ("Onward To Golgotha"), Morbid Angel ("Altars Of Madness") e Immolation ("Dawn Of Possession").

Anche a distanza di una vita dal primo passaggio nel lettore, "Let Us Pray" continua a suonare semplicemente efficace, avvalendosi della componente thrash nel modo più rozzo e maligno possibile e mostrando il proprio lato occulto e sinistro in maniera personale. È un album che spacca letteralmente le ossa e permette di farsi apprezzare ulteriormente nei frangenti in cui la melodia interviene. Quanto sono belli poi gli assoli di Paul Flynn!

I Vital Remains sono una colonna portante del metal underground. Nel corso degli anni hanno mutato più membri in formazione che capi di intimo, riuscendo comunque a mantenersi sempre su livelli ben più che accettabili, sfoderando prestazioni death metal che non hanno mai corrotto la loro natura di realtà del sottosuolo. Questi signori sono pure riusciti a rinvigorire la figura di Glen Benton, presente in "Dechristianize" (2003) e "Icons Of Evil" (2007), reduce da un periodo tutt'altro che d'oro con i Deicide (madonna quanto sono brutti "Insineratehymn" e "In Torment in Hell"!), successivamente ripresisi dal tremendo shock di avere dato alle stampe certe robe.

Se ancora non vi fosse chiaro, siamo dinanzi a una band assolutamente da conoscere e della quale almeno i primi tre lavori dovrebbero entrarvi in collezione, iniziando dall'acquisto proprio di questo immancabile "Let Us Pray".