Gruppo: Black Space Riders
Titolo: Amoretum Vol. 1
Anno: 2018
Provenienza: Germania
Etichetta: Black Space Records / Cargo Records
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TRACKLIST
  1.  Lovely Lovelie
  2. Another Sort Of Homecoming
  3. Soul Shelter
  4. Movements
  5. Come And Follow
  6. Friends Are Falling
  7. Fire Fire
  8. Fellow Peacemakers
DURATA: 45:00
 

I Black Space Riders sono una di quelle band in costante maturazione. Li ho conosciuti e ho avuto modo e piacere di scrivere dei loro lavori in due occasioni: il debutto eponimo (2010) e il disco successivo "Light Is The New Black" (2012). In seguito ho proseguito la loro conoscenza con "D:Rei" (2014), "Refugeem" (2015) e la sperimentazione elettronica del mini "Beyond Refugeem" (2016).

Adesso, nel 2018, mi trovo a confronto con "Amoretum Vol. 1", che come potrete facilmente intuire dal titolo non sarà l'unica uscita con questo nome; un secondo capitolo dovrebbe venire alla luce sempre quest'anno. Il concept è incentrato su un conflitto emotivo nel quale si generano sensazioni e sentimenti di rigetto, odio, paura e oscurità che affrontano a viso aperto amore, empatia e cura dell'altro. Un suono spaziale, progressivo e psichedelico, ma di natura particolarmente fruibile, è invece il propellente ideale a dargli la spinta.

Agli albori i Black Space Riders sfrecciavano per le galassie in veste di motociclisti scatenati, come rappresentava perfettamente un pezzo quale "Stoned Bikers From Space". Ora è inutile negare che le divagazioni sonore più prepotenti e accelerate sono state volutamente e goduriosamente soggiogate, senza scomparire, da un modus operandi devoto all'esplorazione e all'atmosfera. Ci si riversa così in acque sconfinate, subendo gli influssi di affluenti artistici di matrice difforme: ad esempio in più frangenti di "Soul Shelter" sembra che i Joy Division flirtino con i Type O Negative, disperdendosi nel cosmo, mentre in "Movements" prendono parte alle danze il Duca Bianco ed echi di Amorphis. Altri elementi però sono stati mantenuti, come la raffinatezza con la quale gli Astrosoniq fondevano più generi e il dipanarsi spaziale dei maestri Hawkwind. Inoltre troviamo anche un approccio febbrile e alternativo ("Come And Follow") o di più facile approccio (nel singolo "Another Sort Of Homecoming").

Potrei dilungarmi oltre, prendendo in considerazione ogni singolo brano di questo "Amoretum Vol. 1" nel tentativo di sviscerarlo e dirvi quanto più sia possibile, ma non lo farò. I Black Space Riders andrebbero ascoltati e riascoltati, assaporati con calma, sfruttandoli in qualità di elegante compagnia di sottofondo, intrigante e riflessivo sfogo di fine giornata, supporto distensivo da trasferta e... vedetevela un po' voi! Sono sicuro che troverete un ruolo adatto per godere di questi musicisti, attendendo poi che ci venga consegnato il secondo atto di "Amoretum". Ricordo infine che l'importante non è l'arrivo, ma il viaggio e con loro si viaggia parecchio!