Gruppo: Bologna Violenta
Titolo: Cortina
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Dischi Bervisti
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Soundcloud  Youtube  Bandcamp           

 
TRACKLIST
  1. Criptomelodia I
  2. Criptomelodia II
  3. Criptomelodia III
  4. Criptomelodia IV
  5. Criptomelodia V
  6. Criptomelodia VI
  7. Criptomelodia VII
  8. Criptomelodia VIII
  9. Criptomelodia IX
  10. Criptomelodia X
DURATA: 4:20
 

Bologna Violenta è uno di quei progetti che hanno attribuito nuovi significati alla sperimentazione nella scena underground italiana. Quando mi è arrivato nella cassetta della posta il nuovo album "Cortina", il solito misto di anticipazione e trepidazione ha colto il vostro recensore. Da Nicola Manzan ci si può aspettare sinceramente di tutto, dalla distruzione sistematica di partiture classiche, triturate in un vortice di Grindcore, a lavori raffinati che sublimano la violenza sonora, rendendola una presenza tangibile, ma inconscia.

"Cortina" è totalmente diverso. Composto da dieci Criptomelodie, unisce il gusto e l'educazione classica di Manzan a una rilettura del verbo di John Zorn che, comunque, è un paragone pigro, il primo che viene in mente e il primo che cito soprattutto per la sua universalità. Tenendo conto, tuttavia, che Manzan supera Zorn senza troppe difficoltà, interpretando il progressive rock in una maniera del tutto personale, comprimendo quanto, trenta o quaranta anni fa, stava in suite da quindici minuti in trenta secondi di eleganza ed esaustività.

Come diranno i detrattori, progressive rock che dura il tempo di due battiti di ciglia? Ascoltate "Cortina" e comprenderete come ci siano l'essenza, l'andare oltre, la finta dismissione delle regole musicali, così assimilate nella propria scrittura da essere l'equivalente di una lingua madre. Il violino di Manzan, per l'occasione privo di chitarra e accompagnato da Alessandro Vagnoni alla batteria (che ha sostituito le percussioni elettroniche nel 2015), sciorina trame rabescate, impreziosite dallo spessore aggiunto da un vecchio pedale per organo.

L'unico limite di "Cortina" è che si tratta di un esperimento, un tributo a un genere e a un'epoca che di conseguenza lascia all'ascoltatore la scelta di cosa fare di questo disco. Per alcuni sarà una rivelazione mistica, una ierofania in musica, per altri un bizzarro artefatto a cui si concede la stessa attenzione intellettualoide che si riserva alle opere di arte contemporanea, salvo poi nasconderne la memoria in un cassetto e fare ritorno a lidi maggiormente fruibili.

In questo caso la verità non sta nel mezzo, ma nelle considerazioni personali. Cosa ne pensa il vostro recensore? Che Manzan possiede una genialità peculiare, capace di raccogliere la sfida di elaborare un nuovo linguaggio e una nuova modalità di espressione, seppur sia una novità relativa, viste le influenze qui citate. Ci vorrà del tempo prima di apprezzare completamente l'impatto del disco sulla produzione di Bologna Violenta, pur sperando che il percorso scelto resti una costante, anche solo per vedere fino a che punto si possa spingere la ricerca musicale del duo.

La copertina vuole essere un omaggio sia al salto nel vuoto che Bologna Violenta ha deciso di compiere nella scrittura di questi brani sia alle strutture architettoniche che hanno sfregiato il panorama, un tempo incontaminato, e che ora rimangono indelebili come cicatrici. Se posso permettermi, "Cortina" rimarca come, dietro alle pesantissime coltri delle costruzioni musicali odierne, un ritorno cosciente a un passato che con la sua dinamicità spezzava gli schemi precostituiti sia ancora possibile, oltre l'apatia, il conformarsi sempre e comunque, l'indifferenza colpevole.