Gruppo: Putan Club
Titolo: Filles De Mai
Anno: 2017
Provenienza: Francia / Italia
Etichetta: Toten Schwan Records
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TRACKLIST
  1. Sens La mort
  2. Kancer
  3. Phenix
  4. Palais Bourbon
  5. Filles De Mai
  6. MoTeTao
  7. Bogazici
DURATA: 40:30
 

Il nome dei Putan Club saltò fuori lo scorso anno in occasione del debutto degli Ifriqiyya Electrique. Oggi avremo modo di approfondire questa realtà grazie a "Filles De Mai", debutto su disco del gruppo.

Il duo formato da François Cambuzat e Gianna Greco pubblica un album dopo vari anni in cui si era presentato esclusivamente in sede live, collezionando oltre mille concerti in tutto il mondo. Il supporto ricevuto dalla fidata Toten Schwan Records in questa occasione è solo un'eccezione, poiché la libertà e la totale indipendenza da ogni forma di controllo sono punti cardine di un progetto che sotto ogni aspetto si presenta in completa controtendenza rispetto alla scena musicale.

Si potrebbero spendere tante parole sulla filosofia alla base dei Putan Club e su tutto ciò che essa rifiuta, ma la musica parla da sé e rispecchia lo stesso spirito sovversivo e anarchico. È un sound che pesca da vari mondi, sperimentale nella sua sfrontatezza senza fronzoli e capace di inglobare elementi di vario genere senza suonare forzatamente avanguardista. La meccanicità delle movenze industriali e dei possenti impulsi di stampo Techno lascia, talvolta, spazio a ritmi tribali, più umani, come le urla sgraziate di François che sembrano voler smembrare perfino lo stereotipo della raffinatezza della lingua francese, ma anche come l'interpretazione più impostata dello stesso.

I ritmi travolgenti — quelli di "Sens La Mort" meritano pienamente questo termine — della batteria elettronica trovano supporto nel basso di Gianna, complice nel rendere ballabili diverse fasi dell'album; difficile non riscontrare questa caratteristica in un brano come "MoTeTao" che a tutto ciò aggiunge melodie sintetiche degne della «Techno/House più becera», per riprendere le parole riportate sul sito del gruppo. D'altro canto, non mancano poliritmie e tempi dispari, talmente ben congegnati da risultare totalmente naturali anziché inusuali.

La chitarra di François sembra, invece, voler incarnare lo spirito ribelle del Rock in molte delle sue diverse forme, passando così da esperimenti Noise Rock a riff semplici e melodici, fino a ricreare una sorta di Blues storto e dissonante in "Palais Bourbon". Il tema della rivoluzione diventa ancora più importante in "Bogazici", nella quale la musica — già di per sé arricchita da una vocalità africana — lascia l'onore di chiudere l'album a una registrazione della folla durante la primavera tunisina. Perfino lo stesso titolo "Filles De Mai" («Figlie Di Maggio») sembrerebbe un riferimento al femminismo, altro argomento caro al progetto.

Ci sarebbe tutto un mondo da scoprire dietro i Putan Club, a partire dalla lunga carriera musicale dei due, passando per la loro ideologia, senza dimenticare ovviamente la musica. Lascio a voi il compito e il piacere di esplorare questa realtà: "Filles De Mai" potrebbe essere un ottimo punto di partenza.