Gruppo: Wolfhorde
Titolo: The Great Old Ones
Anno: 2017
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Inverse Records
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TRACKLIST
  1. Jaktens Tid [cover Finntroll]
  2. Kylän Päässä [cover Moonsorrow]
  3. Song From The North Side [cover Amorphis]
DURATA: 16:26
 

La ragione principale per cui ho scelto di occuparmi dell'ep di soli tre brani intitolato "The Great Old Ones" è la presenza di "Jaktens Tid" dei Finntroll, visto che adoro la band — a dire poco — ed ero curiosa di sentirla suonare da qualcun altro.

Andiamo con ordine. I Wolfhorde sono un trio folk metal finlandese che ha recentemente pensato di rendere omaggio a tre dei gruppi che fanno parte delle proprie ispirazioni e influenze principali: i già citati Finntroll, i Moonsorrow e gli Amorphis. Un brano è stato scelto per ciascuna di queste band e i nostri tre giovinotti di Keuruu hanno provveduto a suonare, registrare e distribuire la loro personale versione della già citata "Jaktens Tid", di "Kylän Päässä" e di "Sign From The North Side", creando così "A Tribute To The Roots Of Finnish Folk Metal".

Trattandosi di cover, le sorprese sono poche, mentre le tonalità di tutti e tre i brani sono diverse da quelle originali ed è questa la peculiarità principale che mi è saltata all'orecchio. Specialmente in "Jaktens Tid", l'atmosfera cambia sensibilmente rispetto a quella creata dai Finntroll; in "Song From The North Side" notiamo come prima cosa invece una maggiore pulizia e limpidezza a livello di suoni e distorsioni. "Kylän Päässä" infine è la più simile all'originale.

La mia opinione generale sulle cover è che sono simpatiche, sono divertenti e servono anche a un musicista per fare pratica e studiare, purché poi non diventino la stessa ragion d'essere di un gruppo musicale, perché a quel punto non ha più senso. Non è comunque il caso dei Wolfhorde, che hanno materiale personale alle spalle e stanno lavorando al secondo album, successore di "Towards The Gates Of North" del 2016: questo breve EP ha voluto essere un regalo natalizio per i fan in attesa. Un pensiero carino, sicuramente apprezzabile anche dai seguaci dei tre gruppi riproposti in "The Great Old Ones". Restiamo, però, in attesa del disco numero due.