Gruppo: Concrete Block
Titolo:  Twilight Of The Gods
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: F.O.A.D. Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST
  1. Through The Bars
  2. Death Is The Only Law
  3. Kill Me If You Love Me
  4. The Good Fight
  5. Die Alone
  6. Trust No One
  7. Cunt
  8. Armageddon [cover Carnivore]
DURATA: 33:18
 

Agnostic Front, Sick Of It All, Biohazard, Madball, Merauder. Suppergiù il percorso del NYHC dalle contaminazioni metallare riassunto dai suoi pesi massimi. Da lì poi, oltre all'infinità di gruppi meno mediaticamente esposti (Leeway, All Out War, eccetera), le varie diramazioni in tutto il mondo si sono allontanate sempre più dalla strada maestra: divertenti "cagatelle" alla Hatebreed, metalcore insostenibile pressoché ovunque e via dicendo.

Dopo aver specificato che i Concrete Block sono parte del roster della nostrana F.O.A.D., dire che la cornice entro cui si inserisce la proposta di questo quintetto di Torino è quella dei primi anni '90 e assolutamente non oltre è quasi ridondante. Anzi, per gli standard F.O.A.D., solitamente orientati sugli '80, già stiamo parlando di "roba moderna". Eppure Saverio Sgaramella gli anni Ottanta li conosce bene. Attivo da un trentennio nella scena nostrana, ha dal 2007 trovato la propria espressione musicale con i Concrete Block, che con "Twilight Of The Gods" e una formazione completamente rinnovata proseguono il discorso interrotto con il primo album "Life Is Brutal" ormai quattro anni fa. E il discorso del quintetto torinese, anche grazie alla doppia chitarra, è di quelli grossi, grossissimi, enormi, spessi così. E un buon mantra per riassumerlo potrebbe benissimo essere: "La vita ti prende a calci in faccia? Tu prendila a calci in faccia più forte." Sette brani (più una cover dei Carnivore del compianto Peter Steele) di hardcore dalle fortissime inflessioni metallare, quelle inflessioni americane lente e pesantissime che una ventina di anni fa ti aspettavi dai dischi targati Roadrunner o dai Pantera, ci dicono oggi che l'hc è vivo e pulsante più che mai, quantomeno nelle vene di Saverio e compagni.

L'autocoerenza anti-sistema (quando non proprio anarcoide) senza compromessi e spesso autodistruttiva è il fondamento che tiene in piedi questo blocco di cemento. Siamo onesti: l'atteggiamento nell'hardcore è tutto, e l'atteggiamento è vero solo se certi contesti li si vive sulla propria pelle. "Die Alone" è una storia d'amore iniziata tra gli eccessi e finita male (a detta dello stesso Sgaramella), "Kill Me If You Love Me" un figlio di puttana in cerca di redenzione, "Cunt" una groupie che affoga la tristezza della sua vita nei backstage: ciascuna delle sette canzoni è un inno alla vita di strada gridato a squarciagola in un cantato molto più vicino al metal che all'hc e suonato in pressoché perenni mid-tempo che dire monolitici è eufemistico. I passaggi più veloci in realtà non mancano, specialmente in apertura con "Through The Bars", anzi i ritmi sono al fulmicotone, ma cazzo, quei rallentamenti...

Tutti questi sette pezzi hanno profonde radici nel nord ovest della Penisola, tanto che sia nella fotografia interna al digipak sia nel libretto di "Twilight Of The Gods" è ben visibile il logo dello United Club di Torino, storico locale "estremo" del capoluogo piemontese.

Walking straight I have failed
I feel far to be ashamed
Condemned to survive
Sweat my only tool to rise
Spitting blood collecting scars
Dreaming freedom through the bars.