Gruppo: The Crown
Titolo: Possessed 13
Anno: 2003
Provenienza: Svezia
Etichetta: Metal Blade Records
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TRACKLIST
  1. No Tomorrow
  2. Face Of Destruction - Deep Hit Of Death
  3. Deliverance
  4. Cold Is The Grave
  5. Dream Bloody Hell
  6. Morningstar Rising
  7. Are You Morbid?
  8. Bow To None
  9. Kill 'Em All
  10. Natashead Overdrive
  11. Zombiefied!
  12. Dawn Of Emptiness
  13. In Memoriam
DURATA: 50:31
 

I The Crown mi rendono felice: li inserisco nello stereo, premo play e via di randellate e scapocciamento. Una delle mie prime recensioni per Aristocrazia fu dedicata proprio a "Deathrace King", il disco che reputo essere il loro capolavoro. Oggi, invece, ho scelto di spendere qualche parola per un altro capitolo decisamente coinvolgente e spaccaossa: "Possessed 13".

L'album in questione vede il rientro del cantante ufficiale — e per il sottoscritto l'unico e solo della band — Johan Lindstrand, dopo la parentesi con Tomas "Tompa" Lindberg degli At The Gates, durante la quale era stato realizzato il buon "Crowned In Terror", episodio discografico largamente apprezzato. D'altra parte, non so se per gusto personale oppure per una questione di affetto, la presenza di Johan sembra offrire una marcia in più alla band e l'apertura affidata al trio dinamitardo composto da "No Tomorrow", "Face Of Destruction - Deep Hit Of Death" e "Deliverance" non lascia scampo né alcun dubbio in proposito.

Il death-thrash metal dei The Crown legna da far veramente male: le chitarre di Marko Tarvonen e Marcus Sunesson non si complicano la vita e sfornano riff che ti si piantano in testa, mentre Janne Saarenpää è una piovra, un batterista dinamico quanto potente, penalizzato nell'occasione dalla produzione degli Studio Fredman che ne macchiano l'operato con suoni un po' piatti. È questo l'unico vero neo di "Possessed 13".

La scaletta, infatti, non mostra particolari segni di cedimento: si registra la presenza di qualche brano dalla più alta fruibilità o un po' scontatello, ma comunque gradevole da ascoltare e canticchiare, per esempio "Cold Is The Grave" e "Natashead Overdrive". Ciò non va però a intaccare il valore di una prova capace di piazzare cartellate in sequenza come la più nera "Morningstar Rising", la rockeggiante "Kill' Em All" (il titolo vi porta alla mente i Metallica, davvero?), la slayeriana "Zombiefied" e la scatenata e dalla melodia tagliente "Are Your Morbid?", (in)volontario tributo ai Celtic Frost? "Bow To None" invece mostra qualcosa di diverso, che vi lascerò scoprire qualora non lo conosceste. A livello di atmosfera infine è doveroso menzionare il contributo offerto dai due strumentali "Dream Bloody Hell" e "In Memoriam", che alimentano l'insano flusso melodico e aumentano la sensazione di trovarsi dinanzi a una colonna sonora adatta per un viaggio nel terrore.

"Possessed 13" rappresenta in pieno i The Crown ed è l'ultimo atto discografico in cui si percepiscono integralmente l'istintività, la semplicità e la voglia di godersela appieno di una band che ha sfornato dischi di alto livello uno dietro l'altro. Inoltre è un album piacevole anche da guardare, per l'aspetto letterario-cinematografico evidenziato dalle grafiche che si sposano perfettamente con la musica, fra le quali la bella copertina su cui troneggia il logo della band che si rifà al carattere utilizzato dalla storica etichetta Earache Records.

Ora basta con le chiacchiere! Traete beneficio da un incontro simile e probabilmente finirete per girare fra le stanze di casa, cantando a squarciagola come è capitato di frequente al sottoscritto: «born to be free, rainbow satan overflow»!, ridendo e continuando a scapocciare allegramente.