Gruppo: Helmet
Titolo: Meantime
Anno: 1992
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Interscope Records
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TRACKLIST
  1. In The Meantime
  2. Ironhead
  3. Give It
  4. Unsung
  5. Turned Out
  6. He Feels Bad
  7. Better
  8. You Borrowed
  9. FBLA II
  10. Role Model  
DURATA: 36:56
 

Page Hamilton (chitarra e voce), Henry Bogdan (basso), Peter Mengede (chitarra) e John Stanier (batteria): gli Helmet, quella formazione che a inizio anni Novanta si fece strada in maniera dirompente nelle orecchie e nei cuori di tantissimi appassionati di rock e metal. I loro album erano semplicemente ostici, di impatto, scevri da melodie facili e soprattutto acidi, insomma i signori in questione sono sempre stati una storia a sé.

Noise rock per metallari, hardcore-punk drogato all'inverosimile, metal alternativo ma più rock: non ho idea di quante volte ho sentito definire la musica dei newyorkesi nelle maniere più disparate, senza riuscire a spiegarmene il perché. Che senso potevano avere affermazioni simili? L'ascolto di "Strap It On" (1990) e soprattutto del successivo "Meantime" (1992), qui discusso, mi chiarì poi la situazione.

Era impossibile negare che il suono e le canzoni degli Helmet fossero disturbati, ossessivi e aspri come pochi; che la voce di Hamilton riuscisse a porsi sui pezzi in maniera spesso corrosiva, mentre le aperture solistiche talvolta rasentavano il delirante. Il quartetto era in grado di muoversi su linee di confine sottili, valicarle e quando necessario rimodellarle, per soddisfare le proprie pulsioni artistiche. Un filotto di brani quali "In The Meantime", "Ironhead", "Unsung", "He Feels Bad", "FBLA II" e "Role Model" non solo ti si stampava letteralmente in testa, ma avrebbe raccolto un ampio consenso, nel corso degli anni sempre maggiore, fra gli estimatori delle sonorità rock quanto di quelle metallizate.

Ho utilizzato volutamente una forma al passato, perché oggi non è rimasto praticamente nulla di quella band. Le ultime prestazioni di Hamilton, non più accompagnato dagli stessi compagni di avventura, non si avvicinano neanche lontanamente ai fasti di una prima parte di carriera conclusasi con la pubblicazione di "Aftertaste" nel 1997. Di lì in poi poco o niente di salvabile, un vero peccato considerando le grandi doti di Page e quanto gli Helmet siano stati fondamentali per lo scenario musicale non solo degli anni Novanta.

"Meantime" è un album fenomenale, un classico da conoscere, ascoltare a ripetizione e amare profondamente. Sono certo che questo gioiello non sia sfuggito ai più, tuttavia nel malaugurato caso ciò fosse accaduto rimediate a tutti i costi, di certo non ve ne pentirete!