Gruppo: Suffer In Paradise
Titolo: Ephemere
Anno: 2017
Provenienza: Russia
Etichetta: Endless Winter
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TRACKLIST
  1. Ephemere
  2. My Pillory
  3. The Swan Song Of Hope
  4. The Wheels Of Fate
  5. The Bone Garden
  6. Call Me To The Dark Side
  7. Outro
DURATA: 74:08
 

Ci ritroviamo a parlare dei Suffer In Paradise grazie al loro secondo disco, seguito del debutto "The Dead Is World" trattato dal sottoscritto l'anno scorso, pubblicato nuovamente dall'attenta Endless Winter. La band mostra di voler fare sul serio con "Ephemere": le coordinate stilistiche rimangono sempre nell'ottica di quel funeral doom che preferisce la melodia e l'atmosfera agli spigoli e alla pesantezza, ma è stato fatto un passo deciso in direzione di sonorità più nuvolose, memori di certi Shape Of Despair, un'influenza che sembra avere un certo peso su questa nuova opera.

Dalle prime note di oboe fino alla fine si nota come la band si sia lasciata alle spalle l'aggressività, di cui sono rimasti giusto il growl sempre più raro di A.V. e qualche passaggio più death nella movimentata "Wheel Of Fate". Per il resto, ascoltare "Ephemere" è come immergersi in un mondo etereo, dove le nubi talvolta ci permettono di intravedere un debole fascio di luce, altre ci immergono nell'oscurità totale. Gli arrangiamenti orchestrali sono molto più centrali che nell'album precedente, rendendo le tastiere la vera ossatura delle composizioni dei Suffer In Paradise. La scaletta mette in mostra una band che è ancora nella fase di ricerca del proprio suono, e non posso negare che l'insistenza nel ripetere certe melodie non sempre si sia rivelata la scelta più efficace, anche se mi rendo conto che sia stata ponderata al fine di rendere più incisiva l'atmosfera. I Suffer In Paradise vogliono che l'ascoltatore si immerga in "Ephemere", limitarsi ad ascoltarlo non basta.

Un'ultima nota sulla veste grafica: se all'esterno abbiamo una di quelle copertine che non riportano né titolo né nome della band, ma che puntano a stupirci per la loro bellezza (e sia messo agli atti che adoro questo tipo di copertine), all'interno ci troviamo una piccola sorpresa. Basterà aprire la confezione per trovare un track by track firmato dalla band stessa, che in poche righe descrive ogni composizione, aggiungendo anche qualche piccolo aneddoto, senza mancare di tessersi le lodi da sola. Non certo una formazione che pecchi in modestia, insomma; in questo modo diventa chiaro quanto i musicisti coinvolti credano nel progetto.

Per quanto mi riguarda, i Suffer In Paradise si stanno affermando come un gruppo su cui si può contare; forse non avranno ancora raggiunto la loro forma definitiva, ma se si soprassiede su questo punto e se siete in cerca di melodia nel vostro funeral doom, non possono certo deludervi.