Gruppo: Cannibal Corpse
Titolo:  The Bleeding
Anno: 1994
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Metal Blade Records
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TRACKLIST
  1. Staring Through The Eyes Of The Dead
  2. Fucked With A Knife
  3. Stripped, Raped And Strangled
  4. Pulverized
  5. Return To Flesh
  6. The Pick-Axe Murders
  7. She Was Asking For It
  8. The Bleeding
  9. Force Fed Broken Glass
  10. An Experiment In Homicide
DURATA: 36:42
 

Macinare cassette all'inverosimile? Fatto. Guardare lo stesso video migliaia di volte? Fatto. Ricordo come fosse oggi la prima volta che vidi girare su MTV il video di "Staring Through The Eyes Of The Dead", ne rimasi rapito. Avevo conosciuto i Cannibal Corpse grazie a un grandissimo amico, che in quegli anni direzionò i miei ascolti sempre più verso il versante estremo (death-black) del metal. Adoravo letteralmente la voce di Barnes e le atmosfere intrise di sangue, sudore, violenza e nera ironia che la band imprimeva sui brani, così l'ascolto integrale di "The Bleeding" — avvenuto con alcuni anni di ritardo dall'uscita ufficiale — mi si abbatté contro portando con sé aria di novità. Qualcosa stava cambiando e il successivo abbandono di Chris e l'arrivo dai Monstrosity di George Fisher ne rappresentarono a tutti gli effetti il simbolo. La prima era dei Cannibali si era praticamente conclusa.

Il nastro girò e rigirò nel lettore. Quei poveri tasti play, rewind e forward di quell'altrettanto povero Panasonic vennero pigiati innumerevoli volte. Più mi addentravo nella difforme brutalità dell'album, più adoravo letteralmente pezzi come "Staring Through The Eyes Of The Dead", "Fucked With A Knife", "Stripped, Raped And Strangled", "The Pick-Axe Murders", il romanticissimo "She Was Asking For It" e "The Bleeding", apprezzando inoltre l'inserimento di una componente groove più massiccia e percettibile a esempio in "Return To Flesh".

I fiori all'occhiello del disco si rivelarono l'incantevole prova vocale di Chris Barnes, nell'occasione in una versione più duttile e disturbata, e i riff infilati uno dopo l'altro dal duo Jack Owens-Rob Barrett, con l'ex chitarrista dei Solstice (che mi aveva molto colpito come compagno di Phil Fasciana nel capolavoro dei Malevolent Creation intitolato "Retribution") parte integrante della sanguinolenta macchina dell'orrore.

"The Bleeding" è da considerare come un disco spartiacque, l'inizio di una lieve ma costante mutazione che avrebbe portato un aumento del tasso tecnico, un imprinting groove più insistente e una continua affinazione in termini di stile e personalità per una band in grado di produrre uscite difficilmente attaccabili fino a "Kill" (2006). Ritengo infatti che coloro i quali si ostinano a ripetere che Webster e soci suonano sempre la stessa zuppa da trent'anni debbano per forza avere dei seri problemi di udito.

Al tempo qualcuno affermò che questo lavoro fosse imperfetto, che non fosse ben supportato dalla produzione, lamentandosi inoltre della presenza di un paio di tracce sottotono ("Pulverized" e "An Experiment In Homicide") e di una serie di riff fuori posto, come quello introduttivo della prima traccia in scaletta (boh...). Per il sottoscritto invece si trattava di critiche sterili e se volete darmi del fanboy fate pure: si può veramente parlare male di questi signori e di "The Bleeding"? Una volta inserito nel lettore, l'adrenalina e la voglia di ascoltarlo hanno avuto la meglio così a lungo che questo capitolo discografico dei Cannibal Corpse dimora ancora oggi nel mio stereo.