Gruppo: Talv
Titolo: Entering A Timeless Winter
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: A Sad Sadness Song
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TRACKLIST
  1. Dreaming A Funeral In Another Life
  2. A Sad Moon Concealed By Pines
  3. An Eternal Snowfall Will Come
  4. Sidereal Hypothermia
  5. Winterreise [cover Coldworld]
DURATA: 43:56
 

Talv è il progetto di un musicista milanese, l'insondabile A., che nell'arco di poco più di un lustro ha visto la propria discografia comporsi di ben un demo, cinque split e tre album. L'ultimo di questi è proprio "Entering A Timeless Winter", che segna anche l'approdo dell'ignoto polistrumentista su ATMF, per la precisione sulla succursale A Sad Sadness Song.

Non conoscevo il progetto e per preparare questa recensione mi sono andato a spulciare un po' il repertorio del blackster meneghino, scoprendo che questo nuovo album è parecchio distante dai due lavori che lo hanno preceduto: dopo un debutto che flirtava molto con il post-black e un seguito più aggressivo, "Entering..." rappresenta un drastico cambio di registro. I toni dei quattro lunghi brani (cui si aggiunge in chiusura una cover del tedesco Coldworld) sono infinitamente più compassati e sofferti rispetto a quanto sentito in precedenza e questi quaranta minuti di musica sono un insieme di depressive black metal su basi ambient molto scarne che hanno poco a che vedere con la scena atmosferica che va per la maggiore oggigiorno, tanto nella sua veste più cosmica (i soliti noti di casa Avantgarde e I, Voidhanger) che in quella naturalistica di scuola Agalloch.

I riferimenti più diretti, insomma, sono proprio Coldworld e progetti come Lustre e il nostrano Fear Of Eternity, risalendo la china fino a scollinare nel vero e proprio depressive black di casa Leviathan o Xasthur. Ad accomunare tutti questi nomi c'è una tristezza infinita, una malsana malinconia di fondo, e ovviamente il fatto che si tratta sempre di one man band che (volutamente) registrano nel sottoscala. E Talv prosegue fieramente in questo solco, con risultati gradevoli.

La sensazione, a disco terminato, è quella di aver ascoltato un'unica nota, con un unico urlo sommesso, montata su un unico loop di sintetizzatore per quaranta minuti e, considerate le premesse e i termini di paragone della scena, sono abbastanza certo che A. cercasse di ottenere esattamente questo risultato. Un disco litaniaco.