Gruppo: Suffer Yourself
Titolo: Ectoplasm
Anno: 2016
Provenienza: Svezia
Etichetta: More Hate Productions / Cimmerian Shade Recordings / Satanath Records
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TRACKLIST
  1. Ectoplasm
  2. Abysmal Emptiness
  3. The Core
  4. Dead Visions
  5. Transcend The Void
DURATA: 01:01:14
 

Ebbi già il piacere di presentarvi i Suffer Yourself all'alba dell'uscita di "Inner Sanctum" e — seppur con un po' di mesi di ritardo sulla pubblicazione — ora ho l'occasione di parlarvi del secondo album del gruppo, intitolato "Ectoplasm". Dopo il trasferimento in Svezia, il buon Stanislav Govorukha ha dunque dato un seguito al debutto di cui sopra e senza troppi giri di parole posso tranquillamente affermare che il nuovo parto riconferma (ed esalta ulteriormente) le buone impressioni lasciate tre anni fa.

"Ectoplasm" si avvale delle medesime coordinate musicali adoperate nell'esordio, pertanto abbiamo nuovamente a che fare con i suoni cupi e maledettamente oscuri tipici del Funeral Doom e con una gamma di influenze piuttosto riconoscibili, tra cui su tutte quella degli Esoteric. Voce cavernosa, sparute urla sgolate, melodie asciutte e decadenti, effettistica minimale e inquietante, tempi lentissimi e sfiancanti, brevi e sporadiche sfuriate di granitico Death Metal; nulla di nuovo sotto il sole quindi, ma la formula è di sicura presa.

Va detto oltretutto che questo album mostra un'impronta caratteriale più marcata, aspetto che offre certamente maggiore possibilità per apprezzare appieno le qualità compositive dei Nostri: la parte atmosferica è ad esempio maggiormente presente, arrivando a picchi particolarmente notevoli nell'aura arcana e terrificante di "Ectoplasm" e nelle visioni morbose e apocalittiche evocate da "The Core" (peraltro dedicata alla memoria della sciagura nucleare di Chernobyl).

Di certo i Suffer Yourself non hanno fatto i salti mortali per affrancarsi dal modello classico del genere, ma hanno comunque dimostrato una perizia ammirevole nel maneggiare canovacci già conosciuti secondo una propria chiave di lettura. Se dunque un episodio come "Abysmal Emptiness" potrebbe essere immaginato come un pezzo scartato dalle registrazioni di "The Maniacal Vale", la monumentale intensità comunicativa di un monolite come "Dead Visions" finisce per ripagare ampiamente qualsiasi possibile lamentela sulla componente più derivativa della proposta.

"Ectoplasm" è un disco assolutamente ottimo e perfettamente ligio al proprio dovere di veicolare un determinato flusso emozionale, un album che senza stravolgere nulla si farà apprezzare senza riserve da qualsiasi amante del genere. Quindi se anche voi vivete di pane, degrado psicofisico e Doom, lasciatevi trasportare per mano da questo Spirito tormentato e immergetevi senza alcuna remora nella trascendenza del Vuoto.