Gruppo: Sothiac
Titolo: Erebia Christi
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. ON
  2. Erebia Christi
  3. Akhet
  4. Peret
  5. Shemu
DURATA: 41:18
 

Erebia christi è il nome scientifico di una farfalla che si trova solo in alcune valli al confine tra Italia e Svizzera. La rarità di questa specie è paragonabile a quella della musica dei Sothiac, che hanno intitolato il loro nuovo lavoro col nome di questo lepidottero.

Il duo sperimentale milanese già passò sul nostro sito in occasione del debutto "Sothis", che colpì in maniera particolarmente positiva il sottoscritto grazie all'unicità della proposta. I cinque brani di "Erebia Christi" sono fatti sostanzialmente della stessa pasta ed è ancora una volta una pasta di qualità eccelsa.

La musica dei Sothiac sembra provenire letteralmente da una galassia lontana lontana, sia per la vocalità aliena di Pat Moonchy che per gli elementi di Kosmische Musik presenti nelle sei corde maneggiate da Lucio "Lucky" Liguori. Le note di chitarra della titletrack, ad esempio, si combinano con gli effetti sintetici e con una voce ammaliante in un breve e surreale viaggio tra le stelle, che continua in maniera similare anche nella successiva "Akhet".

Un brano come "Peret", invece, stupisce maggiormente per la performance di Pat Moonchy, che costringe a tirare in ballo un mostro sacro quale Diamanda Galas come termine di paragone. Gli acuti vibranti e strepitanti della cantante sembrano quelli di una strega nel mezzo di un rituale, più vicini a urla demoniache che a un canto tradizionale.

Nei due brani di maggiore durata, posti in apertura e in chiusura, il contributo di Liguori risulta differente dalle note cosmiche delle tracce centrali, pur rimanendo nella medesima ambientazione: "ON" è una lunga meditazione esoterica di stampo Drone in cui la chitarra si muove strisciando in sottofondo, mentre "Shemu" tende maggiormente all'Ambient a tema spaziale, lasciando più libertà ai sintetizzatori. In entrambi i casi, Pat Moonchy veste ancora una volta i panni di una fattucchiera stellare con sperimentazioni vocali impressionanti.

Le atmosfere che caratterizzano "Erebia Christi" non sono un puro fattore estetico: pare che il duo nutra un forte interesse verso il cosmo, almeno stando a quanto è stato prodotto finora. I titoli delle ultime tre tracce indicano le stagioni del calendario sotiaco dell'Antico Egitto, basato sul ciclo del sistema di Sirio, stella conosciuta dagli egizi come Sopdet e dai greci come Sothis, da cui il nome del progetto e dell'album di debutto. Considerando quanto noi Aristocratici apprezziamo i tributi musicali alle profondità dello spazio, questo non può che essere un ulteriore punto a favore dei Sothiac.

Inutile dilungarsi oltre: "Erebia Christi" è una sperimentazione ampiamente riuscita in cui le personalità musicali dei due artisti sembrano essere fatte l'una per l'altra; il connubio tra queste due entità è particolare, ma ciò non fa che rendere più interessante il risultato finale. Ancora una volta, consiglio l'ascolto dei Sothiac a chi è alla ricerca di sonorità inusuali.