Gruppo: Lumnos
Titolo: Ancient Shadows Of Saturn
Anno: 2018
Provenienza: Brasile
Etichetta: Flowing Downward
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TRACKLIST
  1. I Am Born From A Star
  2. Primordial Darkness
  3. Ancient Shadows Of Saturn
  4. No Soul Is Near
  5. Existentialism
DURATA: 51:35
 

Mi sono imbattuto in Lumnos soltanto per caso, grazie alla neonata costola di Avantgarde Music che risponde al nome di Flowing Downward, che per inaugurare le attività ha pensato bene, sul finire dell'inverno, di rendere merito al più recente lavoro del brasiliano Putrefactus, polistrumentista che dal 2015 infesta il sottobosco metallaro a ritmi forsennati.

In appena tre anni, questo ragazzo è arrivato a pubblicare più o meno una dozzina tra album, ep, split, demo e addirittura una compilation di cover rilasciata proprio pochi giorni fa in download gratuito. Se in partenza il buon Putrefactus buttava fuori autoproduzioni davvero tanto auto quanto poco produzioni e non brillava certo per competenza tecnica, nell'arco di così pochi mesi è riuscito a compiere enormi passi in avanti, tanto che "Ancient Shadows Of Saturn" gli ha permesso di strappare un contratto discografico con una realtà affermata come l'etichetta meneghina. Arriviamo quindi all'elegante digipak che ho aperto sulla scrivania, tutto pieno di stelle e pianeti e umori astrali realizzato dal sempre fine Tryfar.

Va da sé che la musica composta da Putrefactus è ampiamente ascrivibile a quel filone cosmico che oggi imperversa nel black metal e che proprio in Italia ha trovato grande supporto grazie all'operato di Avantgarde e I, Voidhanger. Con Lumnos infatti siamo dalle parti degli ormai soliti noti: Midnight Odyssey, Mare Cognitum, Mesarthim, che io ho sempre amato alla follia. E non poteva che essere lo stesso con il lavoro di Putrefactus; magari non proprio alla follia, perché il ragazzo tende alla bulimia compositiva e ci sono frangenti in cui potrebbe decisamente essere un po' più sintetico e asciugare un po' le introduzioni, le outro e le ripetizioni in generale, ma è innegabile che in Lumnos ci sia della stoffa.

Ottime melodie, ottime intuizioni per mescolare le zanzarate da chitarra black a sintetizzatori e addirittura qualche beat, una produzione (purtroppo o per fortuna, non l'ho ancora capito e a questo punto dubito lo capirò mai) da cameretta o poco più, e il gioco è fatto. Da segnalare in chiusura la presenza di due ospiti alla voce, Unknown e B.M., che non si sa chi siano né da dove arrivino, ma conferiscono una giusta varietà alle urla disperate rivolte allo spazio profondo.

Con la grande speranza che Putrefactus si dia del tempo per maturare e non pubblichi qualsiasi cosa registri quotidianamente nel suo sottoscala, le probabilità per essere davanti a un altro, ottimo esempio di one man band atmosferica sono altissime, e le antiche ombre di Saturno non possono che essere l'inizio del percorso. Dimenticate il black metal come lo avete inteso fino alla fine degli anni Zero: anche dal Brasile hanno deciso di farci alzare lo sguardo e portarci in orbita.