Gruppo: Denied
Titolo: Freedom Of Speech
Anno: 2018
Provenienza: Svezia
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST
  1. Alive
  2. Don't You Know Me
  3. Scarred Soul
  4. Domestic War
  5. The Other Side
  6. The Ferryman
  7. The Devil In Me
  8. Three Degrees Of Evil
  9. False Truth
  10. Freedom Of Speech
  11. Stay Hungry [cover Twisted Sister]
DURATA: 47:10
 

Sono trascorsi cinque anni da quando ebbi modo di scrivere di "Let Them Burn", il terzo album dei Denied. La band svedese capitanata dal chitarrista Andreas Carlsson, coadiuvato dall'altro chitarrista Chris Vowden, si rifà ora viva con "Freedom Of Speech", che non fa rimpiangere il suo predecessore, nonostante nel corso degli anni la girandola di elementi in formazione avrebbe potuto minare la consistenza del gruppo.

Seppur all'interno dell'album siano ancora presenti le ugole dell'ormai ex Johan Fahlberg (autore anche di molti dei testi) e di Andreas Larsson dei Twins Crew (in "The Ferryman"), così come sia possibile apprezzare l'assetto ritmico solido creato dal bassista Tomas Holtinoski e dallo storico batterista Pete Dolls, i Denied hanno già mutato pelle. La compagine ha modificato il proprio assetto per ben tre quinti, con gli ingressi di Søren Adamsen alla voce (ex Serpent Saints), Fredrik Thörnblom al basso e Markus Kask alla batteria.

"Freedom Of Speech" è un condensato di metal moderno, un connubio di sensazioni heavy-thrash, derive di roccioso hard rock e melodie dall'alta fruibilità. È un disco che conferma quanto di buono realizzato nel precedente, mostrando come brani più veloci e possenti riescono a convivere con tempi medi prestanti di stampo più classico, altri basati sul piacevole contributo di linee vocali non poi così scontate e su sezioni elettroniche e dal gusto industriale. Sul fronte degli ospiti, Chris Laney (Pretty Maids) si unisce ai due cantanti citati in "Don't You Know Me", mentre "The Devil In Me" gode del contributo di Frederick Fredrik Folkare (Unleashed, Firespawn, Dead Kosmonaut ed ex Necrophobic e Scudiero), anche produttore del lavoro, per ciò che riguarda linee di chitarra, inserti di tastiera ed effettistica.

Oltre ai brani tirati in ballo sinora, la scaletta possiede almeno un altro paio di pezzi intriganti come "Domestic War" e "The Other Side", sfortunatamente si perde un po' nel blando finale, rialzando però la testa grazie all'interpretazione personale del classico dei Twisted Sister "Stay Hungry".

Come già detto poche righe sopra, "Freedom Of Speech" conferma qualità e compattezza dei Denied, che saranno graditi da chiunque ami il metal suonato con piglio odierno e aggressivo, tuttavia capace di strizzare l'occhio al ritornello o alle intrusioni di melodie orecchiabili ma mai stucchevoli.