Gruppo: None
Titolo: Life Has Gone On Long Enough
Anno: 2018
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST
  1.  Bleak, Damp, And Dead
  2. A World, Dead And Gray
  3. Bed The Cold Earth
  4. Hypoxic
  5. Corroded
  6. Desiderate
  7. Life Is Long Enough
  8. Illa Tiðandi [cover Burzum]
DURATA: 52.30
 

È trascorso un solo anno da quando lo sconosciuto duo di Portland che si cela dietro il nome None pubblicò il proprio debutto eponimo. Oggi lo ritroviamo con "Life Has Gone On Long Enough", una seconda uscita che prosegue il discorso composto da malinconia a tratti cascadiana, respiro depressive e black metal atmosferico degli anni Novanta.

La recensione potrebbe essere brevissima, del resto l'ascolto non si distacca particolarmente da quanto offerto dalle tre tracce del capitolo antecedente. Il peso schiacciante della musica è rimasto inalterato, fra sensazioni di delicatezza e oblio, melodie di impatto, riffing ciclico e un approccio vocale a tratti abrasivo, a tratti appena sussurrato. Le uniche novità riguardano più che altro il numero maggiore di pezzi presenti in scaletta e il minutaggio complessivo: la durata stavolta oltrepassa i cinquanta minuti, tenendo conto anche del buon tributo reso al Burzum di "Dauði Baldrs" (1997) con "Illa Tiðandi".

La prima parte dell'album — da "Bleak, Damp, And Dead" sino a "Hypoxic" — modella un gioco di perpetue ombre danzanti e flebili luci che si inseguono, in maniera più coerente e gradita. La musica è tristemente profonda, in alcuni frangenti grigia e fitta all'inverosimile, ma non sprofonda mai nel nero assoluto, innalzando teli spessi e incantevoli di ipnotica dolenza. Pur mostrando qualche pecca in un paio di circostanze, a causa dell'imperfetta coesione della componente più animata e stridente con quella dall'atmosfera delicatamente alienante, mostra però di possedere una possente consistenza lenitiva. L'animo così si spegne e il dolore diventa un ricordo, come la vita stessa.

"Life Has Gone On Long Enough" è l'ascolto perfetto per chi adora struggersi interiormente con costanza e a ripetizione; per chi ha la necessità di dimenticare, senza il supporto dell'ira e della violenza, preferendo naufragare in un mare di solitudine; per chi avesse apprezzato "None" e abbia quindi atteso un altro lavoro targato None. Se siete tra questi, non vi sarà difficile capire quale sia la mossa più corretta da compiere, in fin dei conti il tasto «play» è a portata di mano.