Gruppo: Borgne
Titolo: [∞]
Anno: 2018
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST
  1. La Porte Du Chaos
  2. Peu Importe Si Elle M'Aura Aveuglé
  3. Un Temps Périt
  4. Comme Si Ça S'Arrêtera / Stone
  5. I Tear Apart My Blackened Wings Pt.1
  6. I Tear Apart My Blackened Wings Pt.2 / Sun
  7. Mis À Mort Mis À Nu
  8. Chuter
DURATA: 01:01:53
 

Gli svizzeri Borgne fanno gradito ritorno sulle nostre pagine, già trattati in merito a "Entraves De L’Âme" nel 2010. Otto anni e qualche album dopo, con un paio di cambi di etichetta e l'entrata in formazione della tastierista Lady Kaos ad affiancare la mente del progetto Bornyhake, ci ritroviamo tra le mani "[∞]", uscito sotto la sempre attenta egida della nostrana Avantgarde Music.

Se di acqua sotto i ponti ne è passata, c'è anche da dire che i venti glaciali non hanno smesso di sferzare le acque del lago Lemano, sulla cui riva sorge la città di Losanna: il percorso ormai ventennale del progetto ha portato Bornyhake a limare ed estremizzare la proposta, sempre gelida e atmosferica ma adesso anche tagliente e piena zeppa di numerose influenze industrial, che danno al tutto una connotazione più vicina a quella frangia del black metal che guarda non all'Inferno, ma all'infinito spazio sopra di noi. L'infinito che da un lato dà il titolo al disco stesso ma che, dall'altro, con il suo simbolo va a individuare un preciso momento nel tempo. Giratelo di novanta gradi e avrete, infatti, un otto: otto gli album pubblicati finora, otto le tracce presenti, 8 (aprile) la data di uscita.

Se già da questo punto di vista è interessante vedere come Bornyhake abbia riservato una certa attenzione ai dettagli, è altrettanto interessante la proposta che ancora una volta è estremamente variegata e accattivante. Suoni spaziali e atmosfere sci-fi, che a prima impressione fanno pensare agli Hawkwind in versione moderna, estrema e ancora più drogata, si alternano a momenti squisitamente tamarri e tunz tunz; assalti sonori senza alcuna pietà lasciano spazio a inaspettate melodie più ariose e perfettamente in linea col tutto. Basti ascoltare "Comme Si Ça S'Arrêtera / Stone" per farsi un'idea abbastanza chiara di quanto appena detto: un riff tagliente, ma allo stesso tempo ipnotico e melodico, ci porta attraverso i suoi dieci minuti fino a un finale che di certo non sfigurerebbe come pezzo di qualche festazza techno.

L'introduzione, come detto precedentemente, di Lady Kaos alle tastiere è una delle tante mosse vincenti di questo album. La sua presenza si fa sentire nelle sezioni più pacate, ergendosi a co-protagonista di pezzi come "Un Temps Périt", ricca di voci femminili effettate (appartenenti a Cyrielle Formaz) e di atmosfere più avvolgenti ma neanche lontanamente tiepide, figuriamoci calde (d'altronde i temi sono quelli cari al genere tutto, con disperazione, solitudine, morte e altre cose belle). Tempi rallentati si presentano anche in "I Tear Apart My Blackened Wings Pt. 1", il peggio lentone atmosferico che però regala bellissimi momenti tra cui un'inedita voce pulita del Borny, che si ripresenta nel finale della traccia successiva quando improvvisamente lo Svizzero si rende conto che non tutto fa proprio così schifo e si apre nei confronti della persona che può dare un senso alla sua vita.

Tutto ciò prima di sparare in faccia all'ascoltatore gli ultimi minuti di violenza con "Mis À Mort, Mis À Nu" e sciogliere tutte le tensioni con l'outro "Chuter", chiudendo un signor disco che farà sicuramente gola ai fan di gentaglia come Abigor e Progenie Terrestre Pura, giusto per citare due compagni di etichetta, e tutti colori che non disdegnano le derive più avanguardistiche e sperimentali del metallo nero.