Gruppo: The Shiva Hypothesis
Titolo: Ouroboros Stirs
Anno: 2018
Provenienza: Paesi Bassi
Etichetta: WormHoleDeath
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TRACKLIST
  1. Enkindling
  2. Ananda Tandava
  3. Caduceus
  4. Praedormitium
  5. Build Your Cities On The Slopes Of Mount Vesuvius
  6. Maze Of Delusion
  7. Carrying Off The Effigy
  8. With Spirits Adrift
DURATA: 40:08
 

L'Ipotesi di Shiva è una teoria per cui il nostro Pianeta sarebbe soggetto a eventi di estinzione causati da impatti ogni trenta milioni di anni circa. I The Shiva Hypothesis, band dai Paesi Bassi oggetto di questo articolo, prendono da questo concetto non solo il nome, ma anche l'idea di base per la propria musica. Difficile non pensare all'impatto sonoro che la formula fatta di produzione ad alto budget, tempi medi e giri di chitarra rocciosi e accattivanti rievoca nell'ascoltatore.

D'altra parte sarebbe una banalizzazione, dato che questo debutto intitolato "Ouroboros Stirs" sembra nascondere un numero non indifferente di segreti. La musica dei The Shiva Hypothesis è fatta di dualismi che si scontrano tra di loro, al fine di ottenere un determinato risultato, rendendo interessanti i quaranta minuti complessivi. Ascoltando l'album, noterete come le composizioni calcolate e meticolose siano terreno di gioco del cantante MvS, che usa l'espressività del suo scream acido per aggiungere follia alle tracce. I brani stessi non si limitano a ripetere uno schema, ma spesso sono arricchiti da una sezione ritmica che non si lascia inquadrare nel compitino e dall'abilità compositiva che porta variazioni all'interno dei riff di chitarra, anche quando ci si aspetterebbe una semplice ripetizione del tema melodico.

Per questi contrasti i The Shiva Hypothesis non risultano facili da inquadrare, dato che la loro musica non ha problemi a preferire l'atmosfera agli assalti del metal estremo a cui è legata, ma al contempo riesce a impostare un sottotesto progressive che prende sempre più importanza man mano che ci si concentra sui brani.

C'è molto da ammirare in "Ouroboros Stirs", molti pezzi interessanti, anche quando si parla dei passaggi di chitarra acustica e pianoforte come "Build Your Cities On The Slopes Of Mount Vesuvius" (mi domando cosa ne penserebbero i colleghi partenopei di un titolo simile) e la conclusiva "With Spirits Adrift". Non posso però ignorare quanto certe volte il tutto tenda a suonare un po' formale, e per quanto l'impegno della band sia tanto e il lavoro di un certo livello, manca di passaggi realmente superlativi.

"Ourobors Stirs" è un disco fatto di dettagli, che dimostra un alto livello esecutivo e una grande attenzione per le composizioni, oltre che per una certa varietà all'interno della scaletta. I The Shiva Hypothesis non sono da prendere alla leggera.