Gruppo: Bodies On Everest
Titolo: A National Day Of Mourning
Anno: 2018
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Third I Rex
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TRACKLIST
  1. unreleaseddeathvideo.flac
  2. Tally Of Sevens
  3. Gold Fangs In Enemy Territory
  4. Shotgun Or Sidearm
  5. Suspicious Canoe
  6. Who Killed Yale Gracey?
DURATA: 01:06:18
 

Due bassi, una batteria e un consistente repertorio di effettistica rumorista: questa è la composizione dei Bodies On Everest, trio inglese che debuttò tre anni fa con "The Burning" e che autodefinisce la propria musica «Dungeon Wave». Ora ci ritroviamo a parlare del successore "A National Day Of Mourning" e — senza entrare nel merito del vezzo di classificarsi con strani neologismi — ciò che è fuor di dubbio è che siamo al cospetto di un lavoro impegnativo e di non semplice assimilazione, per cui se ciò che state cercando è un disco con il quale ballare sotto la doccia, rivolgete altrove la vostra attenzione.

Fatte le dovute premesse, se siete rimasti su questa pagina ne deduco che siate pronti a intraprendere un lungo viaggio in un mondo arido, grigio e inospitale, la cui atmosfera è composta unicamente da rumori e suoni gonfi di minaccia e di frustrazioni. Potrei citare i Godflesh e i Sunn O))), così come i Crowbar e Merzbow, ma in fondo realtà musicali di questo tipo sono spesso difficilmente paragonabili; vi basti, perciò, pensare a un fangoso e torbido strato di Sludge pachidermico e soffocante, dal quale traggono il loro putrido nutrimento le derive Industrial, le maligne infiltrazioni psichedeliche, l'onnipresente impronta Noise, le lunghe onde Drone, l'effettistica malsana e ogni altro elemento che concorre a rendere questo album tanto ostico quanto affascinante.

Partendo da un episodio indecifrabile come "unreleaseddeathvideo.flac", ci immergiamo in una fredda e ostile palude di ossessivi riverberi, sovrapposti a una imperscrutabile selva di parole e urla che sembrano prendere la forma di una disturbata e disturbante comunicazione radiofonica trasmessa in diretta dai più caotici angoli dell'universo. Da qui in avanti avremo a che fare con terrificanti atmosfere meccaniche ("Shotgun Or Sidearm"), una melmosa attitudine Sludge ("Tally Of Sevens"), incalzanti propensioni Industrial ("Suspicious Canoe"), lisergiche inclinazioni Ambient ("Gold Fangs In Enemy Territory") e tante altre subdole e violente nefandezze sonore.

I Bodies On Everest ci fanno dimenticare quasi totalmente qualsiasi nozione armonica: non saranno di certo i primi e nemmeno gli ultimi, tuttavia qui è evidente un consapevole lavoro di decostruzione sistematica della strutturazione compositiva. Nonostante ciò, "A National Day Of Mourning" non lascia mai l'impressione di essere un esercizio di sperimentazione fine a se stessa, ma al contrario i suoni sono ben distinguibili e i diversi umori che pervadono l'album si compenetrano alla perfezione, lasciando così un riconoscibile marchio di individualità su ogni pezzo.

Non mi dilungherò sul rammarico di non aver potuto esaminare il lavoro grafico correlato (il quale sicuramente sarebbe stato utile nell'ambito dell'analisi di un lavoro simile), bensì voglio reiterare che questo album è tutt'altro che semplice da metabolizzare e, forse, è quasi inavvicinabile per chi non abbia già una certa dimestichezza con determinate frequenze e sonorità. "A National Day Of Mourning" possiede, tuttavia, un fascino morboso, una personalità dirompente che irretisce l'ascoltatore, prendendolo in trappola per poi abbandonarlo da solo, sfinito e nel gelo più assoluto. Proprio come gli innumerevoli corpi che giacciono sotto metri e metri di nevi perenni sull'Everest, a imperitura memoria della natura megalomane e profondamente fallimentare dell'essere umano.